Ustica, spunta nuovo testimone: "Vidi aerei spararae"

Ci ha messo 31 anni prima di dire la sua verità. Ora, colui che si definisce testimone oculare della strage, è pronto a comparire davanti ai Magistrati: "Sono sicuro, quelli sul mare erano dei caccia militari"

Spunta all'orizzonte un nuovo testimone della strage di Ustica, che giura di aver visto aerei militari sparare contro il Dc9 Itavia. La sua versione dei fatti, dopo mille reticenze, arriva a 31 anni di distanza dall'episodio. L'uomo dice di aver assistito a tutta la scena dalla terrazza di un hotel a Sellia Marina, in provincia di Catanzaro in Calabria, la sera del 27 giugno del 1980.

LA TESTIMONIANZA FIUME. "Guardavamo in direzione di Sersale e in lontananza, proprio verso la Sila, si vedevano come dei fuochi d'artificio: raffiche velocissime che avevano lo stesso colore della luce emessa dalle lampadine a filamento, e quei bagliori sono durati almeno un minuto. Ho guardato meglio e ho visto che c'erano degli aerei in salita verso Crotone: ho avuto la sensazione che uno rincorresse l'altro sparandogli. Dopo alcuni minuti, ne ho visti altri due, li ho sentiti arrivare alle mie spalle, potrebbero aver sorvolato Catanzaro, venivano da Sud-Sud-Ovest. Volavano a bassissima quota, a pelo d'acqua e paralleli in direzione di Capo Rizzuto".

Questa la testimonianza riportata dal giornalista Fabrizio Colarieti  sul blog "Notte Criminale". Il testimone davanti ai magistrati romani racconta di aver avuto a suo tempo il "caldo" il consiglio di non parlare su quello che vide.

Il testimone è un cittadino qualunque e di battaglie aeree, fino a quel momento, ne sapeva poco e niente. Difende così la sua buona fede: "Non avrei alcun interesse, alla mia età. Ho una famiglia, una rispettabile azienda. Non si dica chi sono, dove abito, ma quello che ho raccontato sono pronto a metterlo a verbale davanti ad un magistrato....Un giorno telefonai al giudice Priore (Rosario, titolare dell'istruttoria sul disastro di Ustica, ndr). Non gli dissi il mio nome, perché avevo paura, erano decedute in modo sospetto delle persone legate a questo fatto"."Sì, sono sicuro, quelli sul mare erano dei caccia militari, colore verde mimetico e sotto le ali non avevano coccarde. Negli anni successivi mi sono documentato, ho guardato decine di foto, per me erano due F-16. Poi mi hanno detto che di quel colore li avevano solo gli israeliani".

Interrogata sugli aerei sulla Sila l'uomo non sa riferire molto: "Erano troppo lontani, ma sono certo che tra loro c'è stato un duello e in quello stesso contesto i due F-16 hanno avuto un ruolo". Poi agigunge "La mattina seguente, il 28, stavo rientrando in Toscana. Sull'autostrada per Cosenza mi fermai per fare rifornimento di carburante e al bar lessi su un quotidiano che era precipitato un aereo civile vicino all'isola di Ustica".

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"A Sellia Marina, a due passi dall'albergo dove alloggiavo quella sera, in quegli anni c'era una base americana: qualcuno è andato a chiedere se videro qualcosa? Ho appreso anche altro: alcuni militari in servizio in una base della nostra Aeronautica a Milazzo, dopo quella notte, furono trasferiti a Firenze, è vero?". "Certo - conclude il nuovo testimone - una convinzione me la sono fatta ma, ovviamente, è solo la mia opinione. Sicuramente quei caccia che inseguivano il Mig, erano degli F-16 e se non sbaglio gli unici ad avere quel velivolo nel 1980 erano gli israeliani. Perché nessuno li ha tirati in ballo? Non ho mai sentito parlare degli israeliani, sempre dei francesi e degli americani?".

 

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