Ustica, Stato condannato: maxi-risarcimento ai parenti delle vittime

"Non è stata difesa la vita dei cittadini", ergo lo Stato pagherà oltre 100 milioni di euro ai parenti dei passeggeri che persero la vita sull'aereo Itavia: una sentenza che premia il collegio difensivo

"Non stata difesa la vita di cittadini italiani", così lo Stato dovrà risarcire i parenti delle vittime della strage di Ustica. Questo il verdetto del Processo di Palermo, che 31 anni dopo, ha condannato i ministeri per non avere garantito la sicurezza del volo, ma anche per l'occultamento della verità con depistaggi e distruzione di atti. Resta ancora in dubbio, infatti, se l'aereo Itavia fu abbattuto da un missile o cadde per l'esplosione di una bomba a bordo.

MAXI-RISARCIMENTO. Ai familiari delle vittime spetterà un maxi-risarcimento di oltre 100 milioni di euro. Una sentenza che dunque dà ragione al collegio difensivo, che aveva da sempre puntato il dito contro le responsabilità dello Stato, al di là delle cause che provocarono la strage.

PARENTI VITTIME. Soddisfazione per i legali delle famiglie delle vittime, "il risultato della vicenda processuale rende giustizia per la ultratrentennale tortura che i parenti delle vittime hanno dovuto subire ogni giorno della loro vita anche a causa dei numerosi e comprovati depistaggi di alcuni soggetti deviati dello Stato". La ricerca della verità potrebbe ripartire da questa sentenza, "nella quale - spiega l'avvocato Osnato, che sposa la tesi del missile, probabilmente di nazionalità francese - si parla esplicitamente del famigerato 'Punto Condor', un tratto dell'aerovia militare usata dai francesi, la 'Delta Wisky' che incrocia proprio sopra il cielo di Ustica l'aerovia civile 'Ambra 13'. La pericolosità di quel punto - aggiunge - era stata più volte segnalata da piloti dei mezzi di linea".

VERITA' SULLA STRAGE. I legali auspicano inoltre che "in concomitanza della caduta del regime di Gheddafi, la nazione sia direttamente informata del contenuto degli archivi dei servizi segreti libici nei quali si ha ragione di ritenere che siano contenuti ulteriori documentazioni rilevanti sul fatto. E ciò consentendosi un accesso diretto da parte dell'Italia senza alcuna manomissione". Intanto, per il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Carlo Giovanardi, "la sentenza, per quello che sembrano essere le motivazioni, è in totale contrasto con quella della Cassazione, già passata in giudicato, e con le altre sentenze del Tribune civile di Roma. E' ormai accertato che nessun altro aereo era in volo in quella notte in prossimità del DC9 Itavia, mentre la Commissione dei periti internazionali ha concluso all'unanimità per l'esplosione di una bomba in una toilette di bordo".

ASSOCIAZIONE VITTIME. Di parere contrario Daria Bonfietti, storica presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittima ha riportato all'Ansa "Siamo in una stranissima situazione la verità ha trovato una conferma da Cossiga, è stata ammessa da Formica come quella che tutti conoscevano, ma il nostro Governo non vuole accettarla, imprigionato dalle banalità di Giovanardi che, oltre ad imperversare a Bologna per gli anniversari, va all'ambasciata Usa a pietire il sostegno alle sue tesi". Secondo Bonfietti, "é il momento che il Governo cominci ad operare per farsi dare risposte all'estero, da Usa e Francia che non hanno dato risposte alle rogatorie e poi con la nuova dirigenza libica, dalla quale si potrebbe sapere si più di quello che è saputo da Gheddafi". Il faro per il Governo, ma anche per il Parlamento "che potrebbe rivolgersi ai parlamenti degli altri Paesi", per Daria Bonfietti è costituito dalle parole del presidente della Repubblica. "Negli ultimi due anniversari ha parlato di 'intrecci eversivi e intrighi internazionali' e ha chiesto; 'ogni sforzo deve essere compiuto, anche sul piano internazionale' per arrivare alla verità".
 

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