Cronaca

Vaccini in azienda, le regole della Regione: si inizia il 3 giugno con 180mila lavoratori

Fissate le disposizioni per ricevere la puntura sul posto di lavoro, possibili anche hub per indotto e appalti, ma il tutto dovrà essere supervisionato da una equipe medica

Una platea iniziale di 180mila lavoratori, ma il numero potrebbe anche salire, a seconda di come procede la campagna vaccinale negli hub 'classici'.

La Regione Emilia-Romagna ha finito di redigere le regole per i cosiddetti vaccini in azienda, e cioè la possibilità di ricevere il siero anticovid direttamente attraverso le strutture aziendali. Un 'mondo' che teoricamente conta 300mila aziende e quasi un milione e 500mila persone, ma bisogna anche considerare chi in un modo o nell'altro ha già ricevuto, per età, fattori di rischio o situazione familiare, almeno una dose o una prenotazione con il canale sanitario.

Si inizierà il 3 giugno, con gradualità e sempre tenendo conto della disponibilità delle dosi. L'adesione dei lavoratori sarà volontaria, senza nessun vincolo per chi non accetta. Per non disperdere troppo la macchina organizzativa, da viale Aldo Moro si è optato per concentrare gli hub vaccinali aziendali in imprese grandi, che possano gestire anche l'indotto e le imprese in appalto.

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Vaccini in azienda: dove, come e chi

Dove. Il piano prevede quattro possibili approcci: hub in struttura utilizzati da più realtà lavorative, punti vaccinali presso le associazioni di categoria, centri somministrazione presso la sanità privata in convenzione, e infine punti vaccinali direttamente in azienda.

Come.  La vaccinazione in ambito aziendale, anche se affidata al medico competente o ad altro personale sanitario, resta in ogni caso un’iniziativa di sanità pubblica, pertanto la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimangono in capo al sistema sanitario regionale e alle Ausl di riferimento. Il medico competente dell’azienda, che avrà anche il compito di raccogliere le adesioni alla campagna e calendarizzarle, sarà la figura di riferimento a garanzia di tutto il percorso di vaccinazione, e potrà avvalersi di ulteriore personale sanitario se necessario; le Asl offriranno supporto specialistico per i quadri clinici con possibili controindicazioni e si faranno carico, su segnalazione sempre del medico competente, della vaccinazione dei soggetti più a rischio.

Chi. Tra i criteri prioritari c'è l’indice di rischio del settore di riferimento in relazione alla diffusione del virus: avranno quindi la precedenza, ad esempio, realtà che operano nella logistica, nell’industria alimentare e nella grande distribuzione.

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In ogni Azienda sanitaria della regione la Cabina di regia già istituita avrà il compito di organizzare e gestire tutti gli aspetti dell’attività vaccinale nel proprio territorio: le aziende, le associazioni di categoria e le strutture sanitarie private dovranno fare riferimento a questo organismo per ogni comunicazione, dalla sede che intendono allestire alle tempistiche da adottare. In particolare, i punti vaccinali aziendali dovranno comunicare all’Ausl la struttura organizzativa, le risorse e il personale assegnati in modo da concordare il volume di attività previsto e ottimizzare l’uso dei vaccini disponibili.

Colla e Donini: "Così la campagna vaccinale si accelera"

“L’avvio delle vaccinazioni in azienda è una iniziativa di salute pubblica che va oltre la fondamentale messa in sicurezza dei luoghi di lavoro -affermano gli assessori allo Sviluppo economico, Vincenza Colla, e alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-: questi nuovi hub vaccinali ci permetteranno di dare una ulteriore decisa accelerazione alla campagna, avvicinando quindi tutti i cittadini a quella immunizzazione generale che significherebbe finalmente la fine della pandemia. Tutti i criteri che abbiamo adottato, a partire dal favorire l’aggregazione tra più aziende possibili per contenere la dispersione di dosi e personale, vanno nella direzione di una integrazione con il piano regionale dei vaccini- continuano gli assessori-: questi nuovi hub potranno addirittura funzionare anche per chi non è dipendente delle aziende coinvolte".

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