Cronaca

Vaccini, Donini in audizione al Senato: "Uniformarsi sulla seconda dose"

Vaccinare più persone possibile, ma anche la seconda dose nei tempi previsti

"Per la seconda somministrazione dei vaccini a mRna di Pfizer e Moderna credo che vada fatto un tentativo di uniformarsi attorno a una scadenza che da un lato consenta di poter vaccinare più persone e dall'altro sia anche cautelativa rispetto al fatto che poi non accada che chi ha diritto alla seconda dose per qualche motivo non venga vaccinato nei tempi previsti. Le Regioni si stanno orientando a 35 giorni”. Lo ha detto l'assessore regionale alla sanità e Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Raffaele Donini, nel corso dell’Audizione della Conferenza delle Regioni al Senato, in Commissione Igiene e Sanità, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle modalità di somministrazione dei vaccini anti-Covid.

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"Le regioni si riconoscono sul principio di prevenzione" – spiega Donini -  non solo per l’esposizione generale alla pandemia, ma soprattutto verso tutti coloro che possano sviluppare percorsi clinici più gravi. "Quindi sono state attente a vaccinare gli over 60 e i soggetti più fragili", partendo dalle Rsa. E’ questa infatti la prima grande fascia di popolazione da vaccinare, la più colpita, quella che ha subito le situazioni più severe. Pertanto l’impegno delle Regioni è di coprire il più possibile e al più presto questa fascia di popolazione. Gli anziani e i più fragili, che hanno finora rappresentato i maggiori rischi oggettivi nell’incidenza dei casi di mortalità e criticità cliniche", continua l'assessore. 

"Le Regioni hanno anche colto l’indicazione e la valutazione per i vaccini Rmna di un allungamento del periodo di somministrazione della seconda dose di vaccino, fino a 42 giorni. E molte regioni hanno stabilito un periodo di 35 giorni rispetto ai 21 precedenti, tenendo sempre conto di compensare così i tempi di consegna dei vaccini.
"Per la seconda somministrazione dei vaccini a mRna di Pfizer e Moderna credo che vada fatto un tentativo di uniformarsi attorno a una scadenza che da un lato consenta di poter vaccinare più persone e dall'altro sia anche cautelativa rispetto al fatto che poi non accada che chi ha diritto alla seconda dose per qualche motivo non venga vaccinato nei tempi previsti. Le Regioni si stanno orientando a 35 giorni”, afferma Donini.

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