Domenica, 17 Ottobre 2021

Vaccini, a Bologna prima dose oltre 60%: "Ma pochi giovani" | VIDEO

Bordon e Donini fanno il punto sulla campagna vaccinale; l'assessore lancia l'idea del green pass scolastico per i ragazzi vaccinati

La campagna vaccinale prosegue ma adesso sarà condizionata dalle forniture in arrivo, che per l'estate si prospettano in calo.

Così la Regione Emilia-Romagna pensa ad una strategia per non arretrare: open day per gli over 60, anticipazione della seconda dose di Astrazeneca, "green pass scolastico" per i ragazzi vaccinati. Queste in sintesi le linee d'azione per i prossimi mesi mentre la variante Delta continua ad aumentare anche nella nostra regione.

"L'obiettivo era arrivare a giugno con il 60% della popolazione coperta almeno con la prima dose – spiega Paolo Bordon, direttore generale dell'Ausl di Bologna, a margine di una conferenza stampa all'ospedale Maggiore – e ce l'abbiamo fatta. Adesso però la campagna sarà condizionata dalle forniture che riceveremo. Abbiamo le agende piene – continua –, ma abbiamo una scarsa adesione da parte della popolazione più giovane. Quindi dovremo lavorare per sensibilizzare queste persone. Parliamo di fasce d'età dai 12 anni in su, ma anche intorno ai 30 anni, che hanno un'adesione intorno al 50%".

L'Ausl dunque mira alla sensibilizzazione dei giovani, soprattutto prima della riapertura delle scuole, ma le iniziative mirate, come ad esempio gli open day, sono legate alla disponibilità di vaccini. "Questo è un elemento che stiamo valutando insieme alla Regione. Potremmo avere meno consegne di vaccini rispetto alle nostre necessità e fabbisogni. Non è un problema solo nostro, ma di livello nazionale. Per cui c'è un lavoro in corso, per avere certezze di quali forniture avremo in estate".

Scuola, niente Dad per vaccinati: l'idea di Donini

Niente didattica a distanza in caso di focolaio o zona rossa per gli studenti che si sono vaccinati. Lancia l'idea Raffaele Donini, assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, ribadendo la necessità di vaccinare la popolazione scolastica dai 12 ai 19 anni entro l'estate, in modo da completare il ciclo prima dell'inizio della scuola.

"Già oggi abbiamo il personale vaccinato oltre l'80% – ricorda Donini – avendo anche la possibilità di vaccinare i ragazzi, potremmo iniziare la scuola a settembre in maniera sicura. È un'idea che mi piacerebbe sottoporre alle autorità competenti. Cioè – spiega – considerare proprio la vaccinazione come elemento che possa di per sé scongiurare in qualsiasi scenario epidemiologico la didattica a distanza".

"Per cui qualora anche vi fossero focolai in classe o scenari epidemiologici molto diversi da quelli favorevoli che stiamo vivendo in queste settimane, i ragazzi che sono vaccinati hanno tutte le condizioni per rimanere in classe e quindi superare per sempre l'esperienza della Dad".

Variante Delta in Emilia-Romagna

Come nel resto del Paese, la variante delta in Emilia-Romagna è in aumento e a Bologna si stima che rappresenti il 25% dei casi positivi. A dirlo sono l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, e il direttore generale dell'Ausl, Paolo Bordon.

"La variante delta è in Emilia-Romagna, come da altre parti, in aumento – conferma Donini – abbiamo deciso già da giorni di sequenziare tutti i casi positivi, perché sono pochi rispetto alle ondate precedenti. Ora vedremo i risultati di questa valutazione. Siamo sempre vigili, anche nei periodi in cui sembra che la pandemia si sia abbassata come intensità e recrudescenza". L'assessore poi aggiunge: "I nostri microbiologi continuano a sostenere che la variante delta è più diffusiva, ma non abbiamo ancora gli elementi per ritenere che sia anche più cruenta. Speriamo che non lo sia".

"A Bologna alcuni casi sono già stati sequenziati e tracciati – afferma Bordon –  si stima che un 25% dei casi attualmente positivi possa essere di variante delta. Per fortuna i casi sono molto limitati, spesso siamo sotto la decina di casi giornalieri. Ma è sicuramente presente".

Per questo, continua il direttore dell'Ausl, "dobbiamo cercare di limitarne la diffusione, quindi l'attività di tracciamento resta fondamentale per noi. Tutti i tamponi positivi vengono inoltrati ai laboratori specializzati per il sequenziamento. Ma soprattutto l'arma che abbiamo sono i vaccini. Dove è molto diffusa è dimostrato che in particolare con la garanzia delle seconde dosi si riesce a limitare oltre il 95% il rischio dell'ospedalizzazione. E questi sono dati che ci rincuorano".

Open Day per Over60

Open day con Johnson & Johnson riservati agli over 60 per recuperare chi ad oggi non si è ancora vaccinato. La Regione Emilia-Romagna lavora per non arretrare il passo della campagna vaccinale. "Per cercare di vaccinare ulteriormente quei pochi over 60 che mancano all'appello – spiega l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini – stiamo pensando anche a formule un po' dinamiche, ad esempio usando la formula degli Open day riservati a loro con J&J, e anticipando la seconda dose di Astrazeneca, sempre all'interno del periodo delle 10 settimane".

Nei prossimi giorni, spiega Donini, in ogni caso "avremo più certezze dal Governo e dal commissario, perché la Conferenza delle Regioni ha chiesto un incontro per valutare se ci sono le condizioni per proseguire con questo ritmo la campagna vaccinale o se dovremo rinunciare a una parte delle prime dosi. Il che sarebbe un peccato, perché abbiamo un vantaggio competitivo sul virus grazie all'estate. Sarebbe questo il periodo per sfruttare questo vantaggio e dare una svolta alla pandemia".

A preoccupare è sempre il previsto calo di forniture di vaccini a luglio e agosto. "La nostra priorità ora è assicurare il completamento del ciclo vaccinale per tutte le persone che avranno la seconda dose a luglio e agosto – afferma l'assessore – e non rimandare le prime dosi che sono già state programmate".

Astrazeneca, seconda dose in anticipo 

L'Ausl di Bologna è già pronta invece ad anticipare la seconda dose di Astrazeneca a chi ne fa richiesta. "Manderemo un sms a tutti i prenotati per la seconda dose, che se vogliono potranno anticipare il richiamo. Si può fare in un arco di tempo che va dalla 63esima settimana alla 77esima dalla prima dose, quindi è possibile anticiparla al massimo di 14 giorni", spiega Bordon, che dice: "Non abbiamo problemi di forniture con Astrazeneca.

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