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Repertorio

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Toscani che si fanno vaccinare a Bologna, l'Ausl dice basta: "Siamo già pieni"

Dalla dirigenza della sanità regionale un singolare allarme: diversi cittadini toscani hanno tentato di prenotare il vaccino antimeningococco in territorio bolognese. A Bologna costerebbe fino a 40 euro di meno, ma la Regione ferma tutto: "Coda di tre mesi, impossibile soddisfare richieste da fuori regione"

La paura da meningite fa sì che ci siano anche cittadini che per pagare di meno il vaccino tentano di prenotare in un'altra regione, dove si spende di meno. "Ci sono dei toscani che cercano di infilarsi qui perche'' il vaccino contro il meningococco B lo facciamo pagare 50 euro mentre lì (in Toscana, ndr) costa 90", afferma Maria Grazia Pascucci, dirigente del servizio Prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna e coordinatrice della Commissione vaccini istituita da viale Aldo Moro.

Il tema è emerso durante una commissione del Consiglio comunale di Bologna, dedicata ad approfondire l'argomento vaccinazioni. "Una collega di Bologna mi ha detto che alcuni cittadini toscani hanno tentato di prenotare al Cup bolognese", spiega Pascucci, ma "è impossibile" dire di sì: "In condizioni normali forse potremmo essere piu'' generosi", aggiunge la funzionaria regionale, ma in questa fase è escluso visto che per questo tipo di vaccini "abbiamo già la fila" per i prossimi mesi.

Il costo di 50 euro, in particolare, è riferito alla tariffa che da quest'anno è in vigore per le persone fino a 18 anni. Per i maggiorenni si parla di 70 euro, mentre per i nati nel 2017 la vaccinazione contro il meningococco B è gratuita. Proprio la copertura vaccinale degli adolescenti "è quello che ci sta difendendo dai problemi avuti dalla Toscana", sottolinea Pascucci.

Quando si parla di meningococco, infatti, "la strategia vincente è vaccinare bene i bambini e gli adolescenti", spiega la funzionaria, perché questo "evita la circolazione del batterio". La vaccinazione degli adulti, invece, è utile per tutelare i singoli individui ma non per contenere la diffusione del batterio. In virtù delle politiche messe in atto nel passato, "i nostri adolescenti sono praticamente tutti coperti", ricorda Pascucci, mentre la Toscana "aveva una copertura più bassa" e ora su questo fronte si è dovuta "mettere in pari". (Agenzia Dire)

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