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Covid, lo sfogo del medico Ps: "Reparti pieni e virus tra i bimbi, vaccinatevi appena possibile"

Grazia Pecorelli, dirigente medico del Sant'Orsola, spiega così come si vede dall'interno dell'ospedale l'ondata della variante inglese

Gli ospedali di Bologna sono "pieni", come e forse anche di più della prima ondata. Ci sono "più infetti sintomatici", il carico di pazienti è "impressionante" e "tutti sono mediamente da ricoverare". Il contagio "è più rapido" e colpisce di più i bambini, che "continuano ad ammalarsi poco ma ammalare chi sta loro intorno".

Quindi "non c'è più tempo per tentennamenti, dubbi o tentativi perché non è una banale influenza". Ma soprattutto "vaccinatevi appena ne avrete la possibilita'", perché "se continueremo a marciare con questi dubbi non ce la caveremo nemmeno per l'estate 2022", anche se ci saranno le dosi.

E' il monito che arriva dai corridoi del Policlinico Sant'Orsola di Bologna per bocca di Grazia Pecorelli, medico del Pronto soccorso dell'ospedale bolognese, che torna a sfogarsi così sui social per la situazione al collasso della sanità locale. "Non c'è più tempo per tentennamenti, dubbi o tentativi- avverte Pecorelli- perché non è una banale influenza.

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"E' solo un influenza? Non sappiamo i danni a lungo termine"

E anche chi la passa apparentemente senza grossi problemi al domicilio, non sa cosa realmente abbia provocato. Ce lo dirà il tempo i danni che ha fatto ai nostri vasi e agli organi". Proprio l'idea che il covid sia come un'influenza, spiega la dottoressa, è "la frase più insopportabile per noi", soprattutto vedendo "chi accede nuovamente in Ps dopo qualche mese dall'infezione". Dunque, insiste Pecorelli, "vaccinatevi appena ne avrete la possibilità. I vaccini sono sicuri, tutti, hanno una percentuale di protezione variabile, ma pur sempre almeno sufficiente a immunizzare. Non sopportiamo tutti questi distinguo disinformati", ad esempio su AstraZeneca. "Se anche quando avremo le dosi continueremo a marciare con questi dubbi non ce la caveremo nemmeno per l'estate 2022", avverte Pecorelli.

"La scorsa settimana abbiamo avuto un carico di pazienti impressionante- riferisce la dottoressa del Policlinico di Bologna- pazienti tutti mediamente da ricoverare, ciascuno con la sua variabilità clinica. Molti genitori e nonni (giovani) di bambini positivi paucisintomatici o asintomatici. Non ci sono untori e vittime, ci sono solo pazienti da valutare, trattare e prendere in carico, ma le storie sono sempre le stesse. Il carico ospedaliero è massimale e analogo alla prima ondata: personale in difficoltà, ferie che saltano, giovani professionisti che come tutti gli altri hanno bambini piccoli e meno piccoli a casa da sostenere. Non è una ruota che gira è un vortice che ingloba tutti".

Se però gli ospedali "sono pieni -avverte la dottoressa- si abbassa la capacità di fornire prestazioni ottimali anche per tutte le patologie non covid. Abbiamo bisogno di tranquillità, perché se continuiamo a leggere sui giornali titoli esasperanti non è che migliora l'umore", avverte Pecorelli.

I medici dell'urgenza, continua la professionista del Sant'Orsola, sono stati vaccinati. "Ma anche noi abbiamo a casa figli piccoli e spesso senza aiuti -rimarca- perché per i sanitari in questo momento non è facile trovare baby sitter e se la scuola chiude lo fa anche per noi".

Dunque, afferma Pecorelli, "totale solidarietà a tutti i colleghi di ogni professione che con bambini piccoli, singoli, multipli e gemelli continuano a lavorare con la stessa determinazione nonostante il brusio insopportabile di fondo, perché non è solo quesitone di stipendio in saccoccia come qualcuno sgradevolmente mi ha fatto notare qualche giorno fa". (San/ Dire)

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