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Covid, Bonaccini: "Farei AstraZeneca se Ema dice che è sicuro"

Si attende oggi il verdetto di Ema sul vaccino sviluppato ad Oxford. Il presidente parla anche di passaporto e obbligo vaccinale per sanitari

"Se mi farei il vaccino AstraZeneca? Me lo farei nella misura in cui Ema dice che è un vaccino sicuro". Parola di Stefano Bonaccini, nel giorno in cui si attende il verdetto di Ema sul vaccino sviluppato ad Oxford dopo lo stop da parte di diversi paesi europei, tra cui l'Italia. "Noi dobbiamo ascoltare gli scienziati, non avrei nessuna competenza per dire quali sono i vaccini sicuri e quelli no", precisa Bonaccini, oggi in collegamento con lo studio di Mattino 5, sulla rete Mediaset.

Per Bonaccini, tutti i vaccini "autorizzati da agenzie composte da scienziati, cioè luminari del settore, vanno fatti. Quindi se Ema dice stasera che si può ripartire con AstraZeneca io mi farei AstraZeneca come qualsiasi altro vaccino autorizzato da Ema e da Aifa". C'è attesa anche per eventuali prescrizioni sull'uso del vaccino AstraZeneca, nella speranza che possano fugare dubbi e perplessità.

"Speriamo- auspica il governatore Pd- che nelle determinazioni che verranno indicate ci siano anche tutte le spiegazioni necessarie che servono per garantire fiducia in una campagna vaccinale che è poi l'unico strumento che abbiamo". I 100.000 decessi avuti fin ora in Italia "sono morti per Covid, non per i vaccini", sottolinea poi Bonaccini, secondo il quale il crollo dei contagi tra i sanitari dell'Emilia-Romagna sono la prova che il vaccino "funziona" eccome. Per quanto riguarda infine la campagna vaccinale, ribadisce ancora il governatore, "non è mancata l'organizzazione, sono mancate le dosi".

Ieri in regione, ricorda ancora Bonaccini, "abbiamo superato i 210.000 vaccinati con due dosi, siamo a 620.000 somministrazioni, quindi vuol dire che abbiamo altre circa 200.000 persone che aspettano solo la seconda dose. Avevamo calcolato a fine aprile di avere mezzo milione di vaccinati in Emilia-Romagna, ma possiamo fare molto di più". Come ritmo di vaccinazioni l'Emilia-Romagna conferma la propria capacità di passare da 15.000 a 45.000 dosi al giorno: "Siamo in grado di fare tre volte tanto rispetto ad ora. Oggi ci auguriamo che arrivi il sì di Ema ad AstraZeneca perché sono stati giorni molto complicati", sottolinea il presidente regionale.

Bonaccini: "Non possono esserci sanitari no vax"

"Non so se serva l'obbligo vaccinale per i sanitari, so che se uno non si vaccina non può lavorare in quel luogo lì". Così il presidente dell'Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a proposito di un eventuale obbligo vaccinale anti-Covid per il personale sanitario. In proposito, Bonaccini cita quanto fatto quattro anni fa su nidi e materne per quanto riguarda le vaccinazioni infantili. "Per primi- ricorda il presidente - tornammo all'obbligo vaccinale per la parte che ci competeva", cioè la fascia zero-sei anni, e "abbiamo riportato dal 92 a oltre 97% ii bambini vaccinati. Se non ti vaccini non puoi iscriverti all'asilo".

Passaporto vaccinale, l'ok di Bonaccini

Stefano Bonaccini rilancia sul passaporto vaccinale, anche in previsione della stagione turistica sulla costa adriatica. "Io sul passaporto vaccinale sono d'accordo", dice il governatore dell'Emilia-Romagna. "Nel senso che chi è vaccinato, e quindi è tranquillo e sicuro- spiega- è giusto che possa contribuire a fare ripartire quelle attività che sono così in difficoltà".

Però, aggiunge, "confido che l'estate, un 'vaccino naturale', unito ai vaccini veri e propri che saranno a milioni a quel punto, ci potrà fare tornare il sorriso". Insomma, anche a prescindere dal passaporto vaccinale c'è una certa fiducia nella stagione estiva. "L'anno scorso - fa notare Bonaccini - il vaccino non c'era e noi abbiamo avuto in particolare agosto con tantissima gente e tutto ha funzionato molto bene perché i romagnoli hanno una capacità organizzativa straordinaria".

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