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Vaccino anti-influenzale, farmacie in stand-by: "Richieste in aumento e noi siamo al buio"

A due settimane dall'avvio ufficiale della campagna vaccinale d'autunno ancora incertezza sulle disponibilità da parte dei privati. Le scorte di grossisti e aziende produttrici sono state precettate dal pubblico per far fronte alla profilassi dei soggetti a rischio

"Non sappiamo ancora nulla". Questa, in estrema sintesi, è la laconica risposta che proviene dall'altra parte del bancone di alcune farmacie bolognesi, alle prese con l'incertezza della imminente campagna vaccinale per l'influenza, in procinto di avviarsi.

La Regione ha dato il via libera per il prossimo 12 ottobre: circa 1 milione e 200mila dosi sono state 'precettate' dalle Ausl provinciali da Piacenza a Rimini, per una campagna che -per mezzo dei medici di base- dovrebbe nelle previsioni soddisfare immediatamente almeno il 75 per cento della popolazione considerata a rischio, e cioè over 60, malati di patologie croniche, donne in gravidanza, ma anche forze dell'ordine, medici e sanitari.

Campagna vaccini per l'influenza: "Dosi precettate, in farmacia non le abbiamo"

"Purtroppo noi farmacisti non siamo inclusi", commenta amaro Massimiliano Granaiola, della farmacia Palazzo dello Sport. I vaccini, viene spiegato proprio mentre l'ennesimo cliente entra per chiedere informazioni a riguardo, "sono stati tutti precettati dall'Ausl. Gli altri anni, sia i grossisti che le aziende fornivano un elenco delle dosi disponibili, e noi ci adeguavamo di conseguenza. Quest'anno invece ancora non sappiamo se e ne avremo" ammette il farmacista.

Le richieste al bancone stanno aumentando e "mentre prima venivano sempre le solite persone da qualche tempo cominciano a chiedere per l'antinfluenzale anche persone mai viste prima".

"Richieste stanno aumentando velocemente"

Il canale principale rimane comunque quello dei medici di base: saranno loro a ricevere le dosi di vaccino, somministrandole partendo dalle categorie più a rischio. Per Bologna sono state chieste circa 250mila dosi e saranno fornite in due partite. Normalmente, la percentuale di persone che poi effettivamente si vaccina non supera mai il 60 per cento. Ma in tempo di Covid le richieste stanno aumentando velocemente.

Ne sa qualcosa Elisa Tassi, titolare della Farmacia del Porto, che da fine luglio si era attivata per sapere se e quante dosi potranno essere fornite alle farmacie. "Siamo al buio totale. Io già avevo interessato un'azienda fornitrice ma mi è stato risposto che tutti gli ordinativi diretti erano bloccati e dirottati alle Ausl di competenza".

La campagna vaccinale per le persone a rischio è gratuita e in teoria dovrebbe essere portata avanti da medici e pediatri, oppure in alcuni punti che le Ausl istituiranno sul territorio. Chi non rientra nelle categorie esentate, potrà comunque rivolgersi ai medici di base, ma dovrà pagare il corrispettivo di vaccino e prestazione, circa 22 euro.

Nel mentre, ci si attrezza per come si può: "Stiamo prendendo delle preordinazioni, nell'attesa di avere più info -conclude Tassi- certo se il quantitativo è quello anticipato (si parla di circa 13 dosi per ogni farmacia) non arrivo nemmeno ai primi tre ordini. Tenga conto che quest'anno chi chiede il vaccino qui è aumentato almeno del doppio".

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