Cronaca

Vaccino obbligatorio ai sanitari, Il Tar rinvia nel merito, la Regione: "Provvedimenti rimangono efficaci"

Decine e decine di ricorsi veranno esaminati dai giudici aministrativi, ma non c'è ancora una data

Nessuna decisione ancora adottata, ma i ricorsi verranno riesaminati nel merito in altra udienza, senza ancora la data fissata. Questo si legge nel fascicolo del procedimento del Tar dell'Emilia-Romagna, relativo ai ricorsi presentati da decine di sanitari che si oppongono all'obbligatorietà del vaccino, per fare osservare la quale l'Ausl ha cominciato già a mandare le prime lettere di sospensione dal lavoro.

Ora, la Regione Emilia-Romagna in una nota chiarisce che tale rinvio "non ha sospeso nulla" e che "i procedimenti avviati" sono oggi pienamente "efficaci ed operativi".

I ricorsi risalgono a giugno, mentre le lettere di sospensione sono iniziate ad arrivare la settimana scorsa. Tutto trae forza dal decreto Covid di Aprile, dove si sanciva tra le altre cose l'obbligatorietà del vaccino per chi esercita le professioni sanitarie.

Gli enti locali e l'Ausl hanno aspettato che la legge diventasse operativa, poi hanno iniziato a incrociare le banche dati per fare una prima cernita tra chi non aveva delle esenzioni particolari ma non si fosse ancora prenotato per il vaccino. Di qui poi, l'avvertimento della possibile sanzione: in base al decreto, le autorità sanitarie possono demansionare il sanitario non in regola con la vaccinazione in mansioni lontano dal contatto con il pubblico. Nel caso in cui non fosse possibile però, scatta la sospensione da paga e lavoro.

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