Cronaca

Vaccino obbligatorio, Confindustria: "Convincere più che obbligare"

Ferrari: "Sacrificio necessario per non bloccare di nuovo il Paese"

Parlare di obbligo in Italia è difficile. Ma quando eravamo piccoli noi nessuno metteva in dubbio le vaccinazioni", allarga le braccia il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Pietro Ferrari, che spera solo che il Paese "possa tornare a settembre alla normalità".

Un traguardo che si raggiunge solo con l'80% della popolazione immunizzata. "Si tratta di una scelta personale, ma un piccolo sacrificio personale può portare a un grande vantaggio per la comunità", ricorda Ferrari, scettico sulla possibilità che in Italia si possa imporre un obbligo.

"Obbligo è una parola rischiosa in Italia, anche se, d'altro canto, c'è l'obbligo assicurazione per le auto. Quello che è certo è che non possiamo permetterci un altro blocco del Paese. Ma credo che un buon equilibrio si riesca a ottenere", incrocia le dita, ricordando che negli hub vaccinali delle industrie emiliano-romagnole sono state effettuate 20.000 somministrazioni del siero anti-Covid.

"Più che obbligate, le persone vanno convinte, bisogna convincere gli insegnanti. Le persone devono decidere in autonomia", sottolinea il numero uno degli industriali emiliano-romagnoli, ammettendo che la proposta di Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro avanzata da Confindustria "non è così assurda".

Anche perché, ricorda Ferrari pensando alla sua esperienza in azienda: "Bastava una persona positiva per bloccare un cantiere". Insomma, "il tema della vaccinazione importante: va inquadrata nell'ottica di un sacrificio per il benessere del Paese". (Dire)

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