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Valentina Marchesini

Valentina Marchesini

Pianoro: il vaccino russo 'Sputnik V' prodotto su macchine della Marchesini a San Pietroburgo

Intervista a Valentina Marchesini: "Nel 2020 abbiamo assunto 66 persone. Ricerchiamo sempre nuove figure ma fatichiamo a trovare determinate professionalità"

"Il vaccino russo Sputnik V viene prodotto in un'azienda a San Pietroburgo sulle nostre linee".  E' Valentina Marchesini direttore delle Risorse Umane, della Beauty Division, del reparto Marketing&Communications e membro del CdA della Marchesini Group di Pianoro  a spiegare a Bologna Today che nella città russa si produce il vaccino contro il Covid-19 su macchine dell'azienda pianorese.  "Una grande soddisfazione - sottolinea - ma ci sono anche tante altre imprese farmaceutiche ben note, in Italia così come all'estero, che utilizzano i nostri impianti. Questo è importante sia per la nostra azienda sia perché tante aziende si stanno preparando per produrre il vaccino e la terapia monocleale". 

Nonostante la pandemia la Marchesini Group non si è mai fermata, e se il 2020 per ovvi motivi ha influito sui bilanci dei mercati globali, l'azienda che porta alto in tutto il mondo Pianoro così come Bologna, si afferma ancora una volta leader nel suo settore. Ne abbiamo discusso con Valentina Marchesini, cercando di capire come si possa puntare al futuro ai tempi del Covid, e quali sono i prossimi grandi obiettivi. 

Come avete affrontato il 2020? Come avete superato in azienda le problematiche relative al Covid-19?

"Il 2020 è stato un anno difficile ma al contempo di grande crescita per la Marchesini Group, anche in termini culturali. Ci siamo scoperti resilienti, adattabili ai cambiamenti e alle esigenze in tempi brevi. Come azienda che rientrava nelle categorie 'necessarie' abbiamo continuato sempre a lavorare in presenza, e questo ha portato tutti a conoscersi meglio, condividendo anche momenti difficili. Eravamo un pò spaventati all'inizio ma venire a lavoro ogni giorno ci ha permesso di condividere ansie e timori ma anche di concentrarci  al massimo sul lavoro, dando sempre il meglio. C'è stata, e c'è, grandissima attenzione alle norme di sicurezza e al rispetto delle regole, per preservare la salute di tutti e in azienda sono stati già eseguiti due grossi screening.  Abbiamo sempre lavorato anche perché i nostri clienti avevano, e hanno, bisogno di noi".

La pandemia ha influito sui vostri mercati di riferimento?

"Il 2020 non è stato roseo per nessuno ma noi abbiamo lavorato moltissimo, e lo stesso sarà nel 2021. Ci stanno chiedendo tantissime macchine per confezionare il vaccino, e lo Sputnik V prodotto in un'azienda a San Pietroburgo viene realizzato sulle nostre linee. Ci sono anche tante altre aziende farmaceutiche ben note che usano in parte i nostri impianti, e  abbiamo tanti ordini. Questi sono elementi confortanti, sia per la Marchesini group sia perché tante aziende si stanno preparando a produrre sia il vaccino che la terapia monocleale. Ci aspettiamo che il 2021 sia un anno di ripresa generale, non solo per i nostri mercati di riferimento. Noi esportiamo l'86% della produzione, ed eravamo abituati a viaggiare o a ricevere in azienda persone da tutto il mondo e speriamo che anche tutto questo possa ritornare quanto prima".

La Marchesini è sempre stata un'azienda all'avanguardia. Come è stata sfruttata la tecnologia in questo periodo?

"Ci siamo attrezzati per far in modo che molte attività che prima venivano svolte in presenza, come ad esempio i collaudi alle macchine, ora vengono svolte utilizzando la realtà virtuale, la realtà aumentata, oppure con dei kit di telecamere che il cliente può montare autonomamente per permetterci di guidarlo nell'installazione delle linee o nella manutenzione"

Ci sono state, o sono previste, nuove assunzioni?

"La Marchesini nel 2020 ha assunto 66 persone, con un incremento del 5,02%. Nel 2018 e 2019 abbiamo assunto 100 persone all'anno, e mi aspetto una crescita paraganobile a questi numeri anche nel 2021. Purtroppo devo dire che molto spesso le professionalità che ricerchiamo non si trovano. I ragazzi faticano a scegliere percorsi di studi tecnici, e noi abbiamo bisogno di tecnici specializzati e ingegneri che conoscano bene l'inglese. Un tema affrontato più volte, tanto che come azienda abbiamo avviato una serie di inziative mirate nel corso del tempo. Ricerchiamo ragazzi diplomati in scuole tecniche e laurati in ingegneria meccanica, elettronica e dell'automazione".

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