Anziani maltrattati in casa-famiglia, M5S attacca il Comune: "Perché la struttura non è stata chiusa prima?"

I grillini di Valsamoggia hanno chiesto lumi all'amministrazione sul caso della casa-famiglia oggetto delle presunte violenze, ma la documentazione inviata "non ha chiarito molti punti". Presentata interrogazione in consiglio comunale. La replica: "Proceduto secondo le leggi vigenti"

"Non c'erano già motivi sufficienti per chiudere quella struttura già un anno prima?" Se lo è chiesto il capogruppo M5S del comune di Valsamoggia Stefano Colangeli, in merito al caso della casa-famiglia per anziani di Monteveglio la cui titolare -assieme a tre sue aiutanti- sono finite ai domiciliari per maltrattamenti, nell'inchiesta della Procura 'Inferno'.

Il gruppo grillino in consiglio comunale aveva già chiesto conto dell'operato del comune in merito a questa vicenda e "la risposta è arrivata l'altro giorno, ma non è sufficiente, non chiarisce per quali motivi non si sia ritenuto di sospendere l’attività nel 2019".

"Abbiamo fatto una interrogazione urgente: speriamo venga calendarizzata in consiglio comunale per martedì prossimo" chiosa Colangeli, che aggiunge: "Si poteva fare qualcosa di più? Bisognava aspettare una persona deceduta per chiudere la struttura?".

Anziani maltrattati, l'ultima ispezione Ausl: "Dubbi sulla adeguatezza della struttura"

L'ultimo controllo effettuato dalla polizia municipale infatti risale al 28 giugno 2019, 14 giorni dopo la diffida arrivata alla titolare. Ma nell'occasione la Polizia Locale "ha effettuato un attento e mirato sopralluogo, senza rilevare irregolarità" riporta Colangeli dopo aver letto i verbali del controllo. Il comune era già intervenuto peraltro nel dicembre 2018, riducendo per motivi strutturali la capacità di ospiti della casa-famiglia da sei a quattro.

Il Comune è intervenuto nuovamente quando l'inchiesta era iniziata da qualche settimana (fine gennaio 2020, dopo la morte per cause naturali di Vincenzo Fornasini, ndr): i telefoni delle indagate erano già sotto controllo e le cimici dei Nas erano già piazzate. La sospensione dell'attività è giunta il 31 marzo 2020, circa 9 mesi dopo l'ultimo controllo da parte del municipio ma una ventina di giorni dopo che un nuovo controllo dell'Ausl aveva riscontrato di nuovo gravi irregolarità, a metà febbraio del 2020.

"NelI’occasione -si legge nell'ordinanza del Gip- veniva rilevata la presenza di sette ospiti (tre in eccesso rispetto al titolo abilitativo, esclusi due deceduti)". Inoltre, sebbene non vi fossero riscontrate "criticitã cliniche" sugli ospiti la Ausl aveva sollevato “dubbi sulla adeguatezza assistenziale della struttura”, dove ad esempio “i dispositivi di chiamata nelle camere erano collocati in maniera tale da non essere utilizzabili dagli anziani”.

Altre criticità vengono rilevate, come “una certa confusione e disordine nella gestione delta documentazione sanitaria e delle terapie farmacologiche”, come il "mancato aggiornamento del fogli delle terapie" e l'incapacità "di esibire una adeguata turnistica del personale”.

Infine la sospensione arrivò, in pieno lockdown, il 31 marzo 2020, sospensione che si è poi tradotta nella chiusura definitiva da parte del Comune il 31 luglio 2020. Ma nel frattempo la titolare stessa, già da fine febbraio si sarebbe già mossa per allontanarsi dall'immobile della casa-famiglia, per poi trasferire ospiti e addette in un albergo a Zocca, comune modenese al confine con Valsamoggia.

"Se io vedo una irregolarità la denuncio, non aspetto che sia l'Asl a farlo o tantomeno aspetto un decesso" attacca ancora Colangeli, che nei punti dell'interrogazione urgente fissa anche la domanda "se e quando sono stati segnalate all’autorità giudiziaria possibili fattispecie di reato".

La replica: "Proceduto secondo le leggi vigenti"

Dall'ufficio stampa del Comune di Valsamoggia arriva la replica del sindaco Daniele Ruscigno, che appunta come "a seguito dei controlli svolti nel corso dell'anno 2019 e che hanno rilevato difformità legate al numero di ospiti presenti e alle tenute dei registri, gli uffici hanno proceduto secondo quanto previsto dalle leggi vigenti".

Ruscigno poi precisa che "la pressochè totalità delle immagini e dei video pubblicati in questi giorni dai media sia da rifersi alla struttura aperta nel modenese" dispiacendosi infine che "qualcuno voglia fare polemica su un evento cosi grave, e sui cui si è voluto procedere nella massima trasparenza fornendo in tempi rapidissimi tutta la documentazione in nostro possesso relativa al caso". Le dichiarazioni del M5S, conclude il sindaco "fanno emergere infatti una mancanza di attenzione nella lettura degli atti e nella applicazione delle procedure che vengono svolte in questi casi".

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