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Per la Corte Europea vietare il velo non discrimina: 'E' un precedente gravissimo'

La Comunità Islamica di Bologna contro la sentenza. Yassine Lafram: "Crediamo che leda fortemente anche il principio di laicità"

Yassine Lafram, il Coordinatore della Comunità Islamica di Bologna si è fatto portavoce di un commento che parla di "sgomento" di fronte a una sentenza della Corte Europea che sostiene che vietare il velo islamico a una impiegata non sia discriminazione: "Il CIB (Comunità Islamica di Bologna) vuole esprimere il proprio sgomento di fronte alla odierna notizia secondo cui la Corte Europea avrebbe sancito che non si tratti di discriminazione il vietare ad una impiegata di religione islamica, in un contesto di azienda privata, indossare il velo".

"Troviamo - continua Lafram - che sia un precedente gravissimo che lede fortemente le libertà e i diritti delle donne europee musulmane alle quali questo divieto costituirebbe un ostacolo al loro naturale inserimento sociale e lavorativo nella comunità europea".

"Crediamo che sia fuorviante e quanto più ambiguo vestire tale discriminazione religiosa con l'abito della libertà dei datori di lavoro di assumere e licenziare dipendenti secondo questo criterio che non tiene conto ne' delle competenze ne' tanto meno della formazione delle donne interessate". 

"Reputiamo che la sentenza della Corte Europea - conclude il coordinatore - leda fortemente anche il principio di laicità secondo cui in un ambiente confessionalmente neutro tutti avrebbero e hanno il diritto di esprimere la propria identità foss'anche religiosa, rispettando naturalmente le regole basi del riconoscimento individuale".

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