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Venerdì Santo, Zuppi parla a "chi trova la porta chiusa"

Una Pasqua dedicata agli ultimi e alle persone sole. L'omelia di Zuppi in San Pietro passa per M.L. King

Dedicata a "chi trova la porta chiusa"  l'omelia per la Passione, pronunciata ieri nella cattedrale di San Pietro dall'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi che èpassa anche per Martin Luther King a pochi giorni dal cinquantesimo anniversario del suo assassinio a Memphis.

"Quando lasciamo soli invece di aiutare condanniamo loro e noi alla fine", solitudine che accompagna la sofferenza. In Emilia il 33% delle famiglie sono mononucleari. E quanta solitudine per chi trova una porta chiusa, viene scartato come gli anziani soli o quanti scappano dall'inferno della fame e della guerra", sottolinea Zuppi.

Per quanto riguarda i migranti, "sono calati gli arrivi, del 70%, ma sono aumentate percentualmente le morti, del 75%, ha detto l'agenzia dell'Onu Oim. Ecco perchè vogliamo restare come Maria e Giovanni sotto la croce. Ecco cosa vuole essere la Chiesa: una famiglia di poveri uomini travolti dalla sofferenza, che non vogliono pero' rassegnarsi, che non possono e non accettano di indurirsi e scelgono di restare e soffrire con lui".

Zuppi tocca anche direttamente il tema del razzismo. "Sotto la croce - dice dal pulpito- sentiamo quanto è inaccettabile la violenza che ancora oggi costruisce tante croci. Ce n'è tanta intorno a noi ed anche dentro di noi, semi di divisione, nascosta nelle mani e nelle parole, nell'aggressività virtuale e reale, nel contrapporsi invece di cercare quello che unisce".
I "semi di divisione sono anche essi, sempre, fertili. C'è tanta discriminazione, si ripresentano vecchi e nuovi razzismi che umiliano l'uomo, tanto che non ci riconosciamo più fratelli tra di noi".
(Dire)

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