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Ressa e rifiuti in via Belle Arti, Donini sbotta: "Inqualificabile, a grandi passi verso nuove restrizioni"

"Questa è la strada maestra per arrivare a grandi passi verso nuove restrizioni - tuona l'assessore - non bastano 10mila morti?"

"A parte il degrado inqualificabile per una città come Bologna, che nessuno dovrebbe ridurre a una discarica, con tanto di sfottò verso le forze dell’ordine, vi assicuro, che questa è la strada maestra per arrivare a grandi passi verso nuove restrizioni". Lo scrive senza mezzi termini l'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini, dopo le segnalazioni sugli assembramenti in via Belle Arti nel week-end. 

"Il virus non si prende per corrispondenza, si rischia moltissimo quando ci si assembra - tuona ancora Donini - non bastano quasi 10.000 morti per richiedere a tutti noi il massimo di senso di responsabilità? Ci diranno 'è la zona gialla bellezza' oppure 'la gente non ne può più', ma non ne possono più nemmeno i medici gli infermieri costretti a turni massacranti per garantire le cure a chi necessita di ricovero o di terapia intensiva".

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Dopo la chiusura di Piazza Scaravilli, i gruppi si sono spostati in via delle Belle Arti, dove, assembramenti a parte, davanti a Palazzo Bentivoglio, domenica mattina sono stati trovati (e documentati) rifiuti abbandonati ovunque. Venerdì sera si è assistito a un vero e proprio spiegamento di forze dell'ordine, con diverse volanti e camionette, mentre la sera dopo la Polizia sarebbe intervenuta per un giro di controllo. 

Al momento dunque le chiusure delle Piazze, Verdi, Aldrovandi e Scaravilli, non hanno avuto il successo sperato: "Si sposteranno altrove" aveva detto a Bologna Today uno studente intervistato.

"Non ne possono più i nostri figli più piccoli, che devono rispettare anche in classe le norme più rigorose dei protocolli di sicurezza sanitaria e limitare il loro diritto alla ricreatività - continua l'assessore - non ne possono più gli anziani, rinchiusi da mesi nelle loro case o nelle strutture sanitarie che faticano ad abbracciare i loro nipoti - e poi - non ne possono più nemmeno le persone che si contagiano e si ammalano nonostante le mille precauzioni, perché il virus gira, muta, si diffonde con sempre maggiore facilità e le imprese e le attività commerciali che vorrebbero lavorare nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria"

E conclude: "Ci si contagia soprattutto quando si abbassa la mascherina! Ricordo che 5 persone su 100 contagiate finiscono in Ospedale e di queste una su dieci in terapia intensiva. Anche oggi. Come quasi un anno fa!!"

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