Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Centro Storico / Via Broccaindosso

Via Broccaindosso: non c'è pace per il partigiano Romagnoli, corona ancora in fiamme

La corona d'allora posta sotto la lapide è stata nuovamente data alle fiamme questa notte. Analogo episodio era avvenuto il 17 settembre scorso

Foto FB

Non c'è pace per il partigiano Giancarlo Romagnoli, l'operaio 19enne che viveva in via Broccaindosso, primo cittadino bolognese caduto per mano dei nazifascisti nel 1944. 

La corona d'allora posta sotto la lapide è stata nuovamente data alle fiamme questa notte. Analogo episodio era avvenuto il 17 settembre scorso e trovò la pronta risposta dei residenti, che avevano affisso un cartello: "C'è ancora bisogno dei partigiani, dato che ci sono ancora i fascisti".

A renderlo noto gli Studenti Medi Organizzati che frequentano l'istituto Laura Bassi di via Borccaindosso: "Siamo indignati e stupiti della becera ignoranza di chi ha compiuto questo sfregio agendo nella notte senza mostrarsi" che chiedono che la preside "si pronunci pubblicamente visto che l 'ultima volta l 'unica risposta é stata il silenzio ,sia della scuola sia delle istituzioni ,che in questo modo non fanno altro che lasciare terreno e agibilità a queste m.... fasciste", scrivono in una nota su Facebook. 

"Penso che il Quartiere Santo Stefano non possa tollerare l'ennesimo sfregio alla nostra memoria collettiva, antifascista, partigiana, democratica - ha fatto sapere Detjon Begaj, consigliere di Coalizione Civica del quartiere Santo Stefano - qualcuno la prima volta ha persino insinuato che fossero dei balordi ubriachi, ma chi conosce gli studenti e il territorio sa benissimo che in quella scuola sono attivi studenti (e persone adulte che li accompagnano) che fanno riferimento a gruppi come Lotta Studentesca, costola di Forza Nuova. È altresì grave che la Preside dell'Istituto Laura Bassi Claudia Castaldini, al primo episodio, non abbia preso parola sull'accaduto. Io credo che sia ora di farlo con forza per non lasciare agibilità a questi gruppetti che oggi bruciano una corona, domani magari un clochard o un immigrato. Contro il fascismo nessuna timidezza o arretramento", conclude. 

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