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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Centro Storico / Via Luigi Calori

Escono dall'esame di terza media e atterrano un 60enne: due ragazzini denunciati

Prima lo prendono in giro e quando l'uomo reagisce offeso, uno di loro gli sferra un pugno in faccia provocandogli gravi lesioni alla mascella. Denunciati per concorso in lesioni aggravate e ingiuria

Sono due 16enni, residenti a Bologna, identificati e denunciati dai Carabinieri per concorso in lesioni aggravate e ingiuria, in quanto responsabili dell’aggressione il mese scorso a Bologna di Dante Natali, autotrasportatore 60enne.

Erano da poco passate le ore 13:00 del 17 giugno quando il 60enne, trovandosi in via Calori per delle commissioni di lavoro, era stato avvicinato da tre ragazzi, uno dei quali aveva iniziato a prenderlo in giro con riferimento alla sua età. L’uomo, sentendosi offeso, aveva invitato il giovane a piantarla, ma anche un altro del terzetto iniziò a prenderelo in giro, così aveva reagito chiedendo spiegazioni e allontanandolo con una spinta.

A quel punto il secondo ragazzo, si era tolto gli occhiali da sole e poi, lo aveva colpiva al volto con un forte pugno che lo fece cadere a terra tramortito.

CHIAMANO IL 118. Inizialmente i ragazzi, hanno continuato a sbeffeggiarlo, poi, visto che l’uomo appariva quasi privo di sensi e perdeva sangue dalla bocca, si sono spaventati e, lo stesso che aveva sferrato il cazzotto aveva chiamato il 118 per segnalare che una persona era caduta a terra nel corso di una lite. Colpito da un'amnesia a causa del trauma, il 60enne aveva chiesto ai suoi stessi aggressori cosa fosse successo e loro diedero una versione distorta, dapprima di una caduta non meglio specificata, poi di un diverbio sfociato in qualche spinta a seguito delle quali lui era caduto battendo il volto.

GRAVI LESIONI. Trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso, gli erano state riconosciute gravi lesioni alla mascella. Il giorno seguente si era recato presso la Stazione Porta Lame a sporgere denuncia e da lì subito partì la ricostruzione da parte del Comandante della Stazione, Luogotenente Salvatore D’Elia.

INDAGINI. Sono partite dalla telefonata giunta al 118, ma con la convinzione che potesse trattarsi di un 16enne del luogo, conosciuto dai Carabinieri in quanto abituale frequentatore del Parco Graziani dietro al PalaDozza, per la sua indole litigiosa e la passione per la kickboxing. La tesi iniziale dei  Carabinieri ha trovato riscontro quando, ricevuti i tabulati telefonici del 118, è stata verificata l’identità della titolare della scheda telefonica: una donna del  1925 di origine campana, come di origine campana è il giovane sospettato. Ascoltata la telefonata i sospetti si concretizzavano ancora di più: non c’era dubbio che la voce tremolante fosse quella del ragazzino. La ricostruzione anagrafica confermava infine che l’intestataria della scheda era proprio la nonna del giovane.

TESTIMONE. I Carabinieri hanno rintracciato anche un adulto che aveva visto in faccia i tre ragazzi subito dopo l’aggressione, trattenendosi con loro e il ferito nei momenti immediatamente seguenti all’aggressione. Così il Luogotenente D’Elia si è recato a casa del giovane che davanti ai genitori, dopo qualche iniziale ritrosia, ha ammesso le proprie responsabilità e descritto anche i comportamenti degli altri due ragazzi. Soltanto due di loro, i 16enni, avevano responsabilità dirette per quanto accaduto, mentre il terzo, un 14enne, assisteva in disparte ed è risultato estraneo alla vicenda. Poco prima dell’aggressione, i tre ragazzi erano usciti da una scuola situata in zona Saffi, dove avevano sostenuto la prova di matematica per il conseguimento della “Terza Media” e dopo una sosta ai giardini avevano incrociato casualmente la vittima in via Calori, iniziando a sbeffeggiarlo.

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