Presidio e sciopero insegnanti diplomati: 'Utili, ma rottamati e precari'

Il primo giorno di scuola del 2018 inizia con un fermo. Docenti in presidio in via Castagnoli contro la sentenza che stabilisce che il diploma magistrale non è titolo abilitante

Una sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che il diploma magistrale non è un titolo abilitante. Il primo giorno di scuola del 2018 inizia così con uno sciopero. 

A Bologna circa 200 insegnanti si sono ritrovati questa mattina davanti all'Ufficio Scolastico Regionale per essere ascoltati e chiedere una contro-sentenza che consenta ai diplomati prima del 2011 di continuare ad insegnare e che eviti il loro rientro nelle graduatorie anche se sono già di ruolo.

Ad essere maggiormente colpiti sono i docenti della scuola primaria e dell’infanzia: "Utili, ma rottamati, che controsenso, non entri di ruolo, rimani precario, ma abbiamo comunque bisogno di te, questo siamo noi - dicono a Bologna Today - siamo multitasking, insegnanti di sostegno, pur non essendo abilitati, educatori e lavoriamo anche con il neuro-psichiatra in caso di bambini con problemi, quindi abbiamo una responsabilità enorme, se necessario bloccheremo gli scrutini". 

"Non siamo contro i laureati, ma non c'è solidarietà - dice Marianna Cardella, 35 anni, insegnante all'IC 1 di San Lazzaro - sono precaria da 15 anni, il diploma magistrale è un titolo di accesso e ha valore abilitante, anche se molti di noi hanno anche la laurea". 

Battagliera Fabiana Stefanoni del sindacato CUB Scuola che chiede "una risposta certa, vogliamo un decreto immediatamente per garantire il lavoro alle maestre e la continuità didattica agli studenti, non aspetteremo il nuovo governo". 

"Abbiamo lauree, master ed esperienza, sono stata assunta nel 2015 e mi hanno valutato un dirigente Miur e una commissione - dice Simona Piras, insegnante in un liceo - quindi cosa si mette in discussione anche la loro valutazione?"

Intanto arriva un'apertura della Ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli: "Abbiamo chiesto all'Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee" ha dichiarato. 

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