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PROTESTA SIMILE LO SCORSO MESE IN VIA OBERDAN

PROTESTA SIMILE LO SCORSO MESE IN VIA OBERDAN

Via C. Battisti, senza stipendio da mesi: operaio in protesta su una gru

Si è arrampicato sulla gru che si trova nell'area di un palazzo andato a fuoco lamentando il fatto di lavorare senza essere pagato da tempo. Per convincerlo a scendere sono intervenuti pompieri e polizia

Si è arrampicato sopra una gru in segno di protesta, lamentando il fatto di lavorare senza ricevere lo stipendio, da mesi. Così stamattina, poco dopo le 7.30, è iniziata la rimostranza di un operaio edile albanese, in via Cesare Battisti, nel centro di Bologna. L'uomo si è inerpicato sulla gru che si trova nell'area del palazzo andato a fuoco lo scorso giugno ma, dalle prime informazioni, non sarebbe impegnato in quel cantiere.

Per convincere l'uomo a scendere, sono intervenuti sul luogo i pompieri e la polizia. La 'trattativa' è durata circa un'ora. Intorno alle 9, l'albanese ha desistito ed è sceso. 

Il muratore, un 41enne, è sceso dalla gru grazie alla mediazione dei poliziotti che, dopo avere parlato con lui al telefono cellulare, hanno fatto arrivare sul posto il suo datore di lavoro. Da questi l'uomo avrebbe ricevuto rassicurazioni, che lo hanno convinto a interrompere la protesta. L'albanese non ha avuto bisogno di cure mediche e, a quanto si è appreso, nessun provvedimento è scattato nei suoi confronti.

TANTI CASI SIMILARI ULTIMI MESI. Il gesto richiama alla mente quanto accaduto poche settimane fa, sempre in centro città, dove un muratore aveva salito una gru in via Oberdan, perchè esasperato dalla mancanza di un posto di lavoro.
Ma non è un caso isolato, purtroppo. Ricordiamo l'uomo che, a Cadriano, si era cosparso di alcol e minacciava di darsi fuoco proprio davanti a un creditore che gli doveva 60 mila euro, il disoccupato disperato che, in mutande e in cima a una gru, era rimasto a penzoloni per lungo tempo chiedendo aiuto. Una storia analoga finita molto peggio, quella di Alessandro Comani, trovato morto suicida per motivi economici nella sua casa di via Irnerio.

PROGETTI IN AIUTO. E' da situazioni analoghe a queste, che prendono le pieghe progetti di aiuto. Lo scorso anno a Bologna Palazzo d'Accursio aveva lanciato lo sportello anticrisi,  punto di ascolto e di sostegno per gli imprenditori in difficoltà. 

Da poche settimane è anche stato attivato in città uno sportello per i contribuenti in difficoltà: si tratta di un servizio di consulenza fiscale e tributaria gratuito nato dopo una serie di gesti estremi dovuti all'incapacità di gestire pendenze e problemi con il fisco. Lo chiamano già lo "sportello anti-suicidi" e la fondatrice, Elisabetta Bianchi comunica di essersi messa anche in contatto con il Dipartimento di Salute Mentale per "Cercare psichiatri sul territorio disponibili a intervenire per eventuali situazioni particolarmente delicate". Lo sportello accoglie tutti: privati, imprenditori e commercianti. (VIDEO-INTERVISTA E.BIANCHI)


 

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