Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Porto / Via Don Minzoni

Cassero di via Don Minzoni, il 'j'accuse' di Forza Italia: 'Assegnato senza bando'

I consiglieri azzurri hanno annunciato che depositeranno due esposti presso Anac e Procura contro l'assegnazione diretta. Bignami: 'Compenetrazione di interessi politici tra Arcigay e sinistra'

Due esposti, uno alla Procura della Repubblica e uno all'Anac - Autorità nazionale anticorruzione, per sapere se le procedure che hanno portato all'assegnazione del Cassero di via Don Minzoni all'Arcigay sono state corrette. 

A lanciare un grande 'j'accuse' all'amministrazione Merola è tutto lo stato maggiore consiliare di Forza Italia, che questa mattina ha illustrato alla stampa i motivi che hanno portato Galeazzo Bignami- consgliere regionale- e Marco Lisei -Capogruppo in Comune- a preparare le carte per allertare Procura e autorità anticorruzione per un'assegnazione di uno spazio a una associazione. 

Nel mirino degli azzurri è la determina dirigenziale che il 4 agosto scorso ha portato l'Arcigay a rinnovare di fatto la permanenza nei locali della ex salara a fianco del Mambo, cosa che dalla sponda destra dei banchi di Palazzo D'Accursio ha sollevato più di un sopracciglio.

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In primo luogo i consiglieri Fi vogliono sapere come mai si sia andati ad assegnazione diretta nonostante il codice degli appalti recentemente approvato dal Consiglio comunale prevederebbe di fare un bando per consegnare in gestione spazi pubblici.

"Ci dispiace arrivare fino a questo punto -commenta il capogruppo in Consiglio comunale azzurro Marco Lisei- ma questa è la normativa". Per Lisei "quell'immobile (il Cassero della ex salara) è strategico, ma la determina dirigeziale e gli aspetti economici dietro l'assegnazione ad Arcigay presentano profili quantomeno bizzarri", e riprtende: "Non esistono associazioni di serie A e di serie B: se un immobile deve essere assegnato lo si deve fare emettendo un regolare bando".

A rincarare la dose è Galeazzo Bignami, capogruppo dei consiglieri in Regione. Bignami va oltre, e ipotizza: "C'è un profonda compenetrazione tra Arcigay e la sinistra al governo di questa città" aggiungendo che "non si possono seguire criteri di simpatica politica per assegnare gli spazi".

Il dubbio dei consiglieri d'opposizione è che si possa riapplicare lo stesso modus operandi, l'assegnazione diretta, anche in futuro, come per esempio -ricordano Lisei e Bignami- per lo spostamento del centro sociale Labàs alla Staveco. "Si parla di assegnazione temporanea, ma se poi il criterio temporaneo si attesta nell'ordine degli anni siamo da capo", chiosa Lisei.

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