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Xm24, un tavolo a parte per trattare: Lepore: 'Soluzione entro l'estate'

Tramonta l'ipotesi di spostamento alle Caserme Rosse, mentre le opposizioni continuano a chiedere lo sgombero. E rispunta il Comitato 'pro-autogestione'

Il Comune di Bologna intende portare avanti il dialogo con Xm24 per trovare una nuova sistemazione al centro sociale. Ma questo confronto "non si svolgerà negli incontri del laboratorio partecipato sulla Bolognina", a cui pure partecipano esponenti di Xm, bensì "in un tavolo specifico, che contiamo di concludere entro l'estate, in cui faremo alcune proposte a Xm per una nuova sistemazione, sperando che siano accolte e che non si debba arrivare a soluzioni estreme".

A dirlo, durante una seduta di commissione, e anche parlando con i cronisti a margine, è l'assessore comunale all'Economia Matteo Lepore, che conferma quindi che Palazzo D'Accursio seguirà la linea del dialogo con il centro sociale, che dal 30 giugno, essendo scaduti sia la convenzione con il Comune, sia il termine ultimo per andarsene, occupa l'immobile che lo ospita in via Fioravanti.

L'assessore smentisce, quindi, che nell'incontro di ieri del laboratorio partecipato si sia parlato delle Caserme rosse come prossima 'casa' di Xm24, "perché- ribadisce- lì si parla del futuro della Bolognina, e non di trovare una sistemazione a Xm24". Quindi Lepore, pur ammettendo che "ci sono situazioni conflittuali con i residenti", invita tutti "ad abbassare i toni sulla vicenda", e conferma che, anche se il Comune "punta a riprendersi lo stabile in tempi rapidi, il primo atto non sarà mai quello di mandare la Polizia a sgomberare".

Non manca, infine, una frecciata alle opposizioni, che da tempo attaccano l'amministrazione sulla questione: "Chi usa questa vicenda in modo strumentale- afferma- tra due mesi si sarà dimenticato dei residenti, mentre noi ci occuperemo di loro fino al 2021".

Il centrodestra e i civici di Insieme Bologna spingono, in Comune, per uno sgombero in tempi rapidi dell'Xm24, che dal 30 giugno occupa l'immobile che lo ospita in via Fioravanti. Ma il Comitato per la promozione e la tutela delle esperienze sociali autogestite, che nel 2013 sottoscrisse la convenzione con il Comune, accusa, per bocca del suo rappresentante Maurizio Bergamaschi, Palazzo D'Accursio di "non aver dato seguito all'incontro del 28 novembre con l'assessore alla Cultura Bruna Gambarelli, in cui ci eravamo impegnati a presentare delle risposte sulla questione dell'impatto sul quartiere di alcune iniziative di Xm24".

In pratica, attacca Bergamaschi (che comunque precisa di "non parlare per Xm24, ma solo per il Comitato"), il Comune avrebbe interrotto il dialogo quando la vicenda poteva essere risolta prima della scadenza della convenzione, e da allora "c'è stato solo un incontro pubblico, organizzato da Xm24, mentre sono state numerose le dichiarazioni, in alcuni casi contraddittorie e vergognose, di esponenti della giunta e di consiglieri come Raffaele Persiano, che ha addirittura parlato di 'cittadini stuprati'" dalle iniziative del centro sociale. E se Marco Lisei di Forza Italia invita a "sgomberare in tempi rapidi, perche' temporeggiare significa avallare l'illegalita'", e Gian Marco De Biase di Insieme Bologna auspica che "quegli spazi siano liberati prima dell'inizio dell'anno scolastico, perché il tempo è scaduto", Persiano si difende dalle accuse di Bergamaschi ricordando di "non aver parlato di 'stupro', ma di 'violenze nei confronti dei cittadini', che troppo spesso non riescono a dormire", e fa sapere di "essere pronto a difendersi in ogni sede", vale a dire a querelare Bergamaschi.

Il consigliere dem precisa poi di "essere d'accordo con l'assessore Matteo Lepore, che vuole trovare una soluzione che accontenti sia Xm24, che svolge tante attività apprezzabili, e io che ho abitato in Bolognina lo so bene, e i residenti che chiedono di poter riposare", venendo però rintuzzato da Emily Clancy di Coalizione civica, che prende spunto dall'invito di Lepore ad abbassare i toni per osservare che "frasi come quella sui 'cittadini violentati' non vanno in questa direzione".

L'idea di tutti, maggioranza e opposizione, sembra però essere la stessa, sia pure con sfumature molto diverse: Xm24 svolge attività di valore, che vanno tutelate, ma non può più stare nell'immobile di via Fioravanti. Ma se Clancy parla di "una realtà che ha fatto la storia di Bologna, che non si può ridurre alla falsa immagine di luogo in cui ci si sballa", Francesca Scarano della Lega nord propone invece di "salvaguardare attività come il mercato del giovedì, separandole da quelle che creano disagi ai residenti", e di "far partecipare Xm24 ai bandi per l'assegnazione di vari spazi per realizzarle".

Tuttavia, la consigliera del Carroccio si chiede anche "perché il Comune si sia reso ricattabile da Xm24, invece di occuparsi di chi fa associazionismo in maniera legale". Infine, mentre il capogruppo dem Claudio Mazzanti ribadisce che "un'associazione autogestita può fare ciò che vuole, nei limiti della legalità, ma se alcune attività disturbano i residenti si rende necessario trovare una sistemazione alternativa", il consigliere del Pd Vinicio Zanetti pone l'accento sull'"opacità dei rappresentanti di Xm24, che 'non ci mettono la faccia': viene da chiedersi se riconoscono il nostro ruolo istituzionale allo stesso modo in cui noi consideriamo loro nostri interlocutori".

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