Via Fioravanti, XM24 'sfrattato': locali liberi entro giugno

Il Comune ha inviato una lettera con la quale chiede di liberare gli spazi per riqualificarli e destinarli "ad attività istituzionali"

Foto FB

Potrebbe concludersi a breve 'l'affaire XM24', lo spazio autogestito al civico 24 di via Fioravanti. Il Comune ha inviato una lettera con la quale chiede di liberare i locali entro il 30 giugno 2017 per riqualificarli e destinarli "ad attività istituzionali". 

La convenzione con il centro sociale, stipulata nel 2013, era scaduta il 31 dicembre 2016, così residenti e comitati avevano colto la palla al balzo per chiederne la chiusura denunciando episodi di caos notturno e feste rumorose. 

Nel frattempo i militanti hanno inviato una relazione sulle attività svolte in questi anni all'amministrazione scrivono chiaramente che non se ne andranno: "Con dodici righe – neppure una per ciascun anno di Autogestione, XM24 ne conta 15 – il Dipartimento Cura e Qualità del Territorio svela le vere strategie dell’Amministrazione“, si legge sul sito web delle realtà autogestite "dodici righe, discusse da chissà quanto e chissà dove, protocollate il 25 gennaio, e solo ieri, il 31, spedite via mail al Comitato per la Promozione e la Tutela delle Esperienze Sociali Autogestite" e concludono "sta per succedere qualcosa", mentre su Facebbok si legge: "Il 30 giugno 2017 XM24 verrá SGOMBERATO (almeno nelle puerili fantasie dell'amministrazione). Ormai esserci o farci non fa alcuna differenza. Tutti pazzi!!! (Vigliacchi anche)". 

La decisione sul rinnovo o meno della convenzione con l'Xm24, e sull'eventuale trasloco del centro sociale da via Fioravanti, "spetta ovviamente al Comune di Bologna, che dovrà stabilire se è giusto che quella realtà continui a restare in Bolognina, ma noi come quartiere possiamo dire che c'è un'opinione diffusa, e non sto parlando di opinioni strumentalizzate a fini politici, che quell'esperienza non sia nel luogo adeguato" aveva detto il presidente del quartiere navile Daniele Ara e l'XM aveva accusato il PD di essersi "schierato al fianco di gruppi fascisti e razzisti", in altre parole di aver ascoltato (e a questo punto soddisfatto) le richieste di esponenti della politica cittadina che chiedevano al Comune di non rinnovare la convenzione e quindi di sfrattarlo. 

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