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Sgombero in via Gandusio, il circolo Arci: 'Locali devastati'

18 porte divelte, fondo cassa sparito, e bevande consumate al bar. Nello stesso stabile ieri si è svolto lo sgombero degli occupanti dei palazzi circostanti

"Mai ci saremmo aspettati lo spettacolo che ci ha accolto quando finalmente siamo riusciti ad entrare per recuperare gli strumenti e buttare i cibi ormai deteriorati: 18 porte sfondate, tavoli e bar devastati e anche la beffa delle birre e dei succhi di frutta rubati e consumati. Evidentemente questo succedeva mentre ci veniva impedito l'ingresso al Circolo nelle prime ore del mattino. Quale motivazione può esserci per azioni simili?".

Danni rilevanti al circolo Arci Guernelli, situato negli immobili di via Gandusio sgomberati ieri mattina all'alba dalle Forze dell'ordine, e rinvenuto quando i soci del circolo hanno potuto riavere accesso ai locali, a operazione ultimata. Il sindaco Virginio Merola, che ieri aveva definito il recupero degli locali sgomberati come una operazione di "legalità e di solidarietà", i militanti del Guernelli hanno qualcosa da dire.

Nella pagina Facebook dello stesso Circolo, anzitutto, l'Arci segnala sullo sgombero in sè: "Nessuna comunicazione sullo sgombero, nessuna possibilità di recuperare i beni del Circolo e di mettere al riparo la merce. Non ci è stato dato il minimo preavviso per avvertire gli insegnanti e gli studenti del corso di italiano per stranieri, gli anziani degli scacchi, le associazioni che hanno all'interno del circolo uffici, beni e attività".

Posto che "la situazione sembrava assurda e incomprensibile già così", gli esponenti del Circolo vanno al punto cosi': "L'idea che si sia usato il pretesto dello sgombero per chiudere dopo 72 anni il Circolo Arci Guernelli ha iniziato a farsi strada".

Diffondendo immagini dei danni subiti nei locali, così, il Guernelli continua a manifestare sconcerto e si chiede: "Quale motivazione può esserci per azioni simili? Rivendichiamo con forza il lavoro fatto dal Circolo, unico spazio di socialità e progettualità collettiva e positiva dell'area Gandusio. Abbiamo lavorato con costanza e impegno per anni, con l'appoggio di Arci Bologna e di tante associazioni del territorio, per fare del circolo un luogo aperto, in grado di generare energie importanti per tutto il quartiere e per la citta'".

Il Guernelli, assicurano insomma i sui membri, "non è più un insieme di sale buie in cui violenza, spaccio e prostituzione erano le attività principali". Riepilogando sulle altre attività portate avanti al Circolo in questi anni, gli attivisti concludono dando appuntamento ad una manifestazione: "Eravamo già da mesi in attesa di risposte dalle istituzioni, abbiamo richiesto un incontro e ci aspettiamo una risposta, seria e rapida. Invitiamo tutte e tutti martedì prossimo 18 luglio alle ore 18, luogo da definirsi, per ribadire con forza il lavoro fatto, per chiarire a tutti cio' che e' successo e per affermare che la storia del Circolo Arci Guernelli non è finita". (Dire)

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