Via Gobetti, Accoltellò l'amante per farne sacrificio umano. Premeditazione

La donna rischia di restare invalida perchè lui, islamico, si sentiva impuro per avere una relazione con una cristiana: "Volevo fare come Abramo". L'accusa si aggrava della premeditazione

Pare essere ormai scongiurato il pericolo di vita per la badante ucraina accoltellata domenica sera in via Gobetti dal compagno più giovane, un marocchino di 30 anni. Colpita con tre, quattro fendenti al collo, ora la donna è ricoverata in rianimazione all'ospedale Maggiore, dove è stata sottoposta ad intervento chirurgico. Ha subito una serie di lesioni midollari che potrebbe avere conseguenze invalidanti permanenti, come una tetraplegia.

Tutto questo perchè il suo amante, per sua stessa ammissione, osservante islamico, si sentiva 'impuro' per avere intessuto una relazione con una cristiana. Ai carabinieri che lo hanno arrestato qualche ora dopo aver commesso e confessato  l'aggressione, ha detto di averla colpita per fare un sacrificio umano, come quello che Abramo doveva mettere in atto con l'unico figlio Isacco, prima di essere fermato da Dio stesso che l'aveva messo alla prova.

Ora al reo, Mahfoud Bahi, disoccupato e con una sfilza di precedenti, la Procura contesta il reato di tentato omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Il sostituto procuratore Enrico Cieri ha chiesto la convalida dell'arresto. Inoltre è probabile che venga presto sottoposto a consulenza psichiatrica.

L'AGGRESSIONE . secondo quanto è stato ricostruito, nella casa di via Gobetti, dove l'ucraina viveva e da sei anni si occupava della pensionata bolognese, nessuno sapeva di questa relazione. Ma anche ieri sera la donna lo aveva fatto entrare. I due hanno avuto una discussione e la badante è uscita, lasciandolo nell'appartamento. Poi, però, quando l'ha richiamata, lei si è fatta convincere. E' rientrata, ma lui l'ha aggredita: tre-quattro i colpi al collo, finché il coltello non è rimasto conficcato in una spalla, forse salvandole la vita. L'uomo allora è fuggito, erano circa le tre. Ma il trambusto e le urla sono state sentite dai vicini che hanno chiamato soccorsi e forze dell'ordine. Qualcuno lo ha anche visto mentre scendeva le scale, di corsa e sporco di sangue. E lo ha descritto. Una pattuglia dei carabinieri, in un normale controllo, lo aveva casualmente identificato in strada, sulla via, verso le 20. Altri elementi combaciavano, visto che l'uomo era un 'frequentatore' degli ambienti della stazione ferroviaria. Le indagini hanno prima portato a Ponte Samoggia, frazione di Crespellano, dove abita con il gemello. Poi, verso le sei, probabilmente accortosi che ormai era braccato, è stato lui stesso a chiamare il 112 e ad attendere i militari vicino alla biblioteca comunale di Casalecchio di Reno, sotto la pioggia.

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