Cronaca Zona Universitaria / Via Giuseppe Petroni

Stretta via Petroni: Studenti: "Noi pagheremo risarcimenti ai commercianti"

Gli studenti intervengono sulla restrizione orari degli esercizi. Scossa al sindaco che viene invitato a "Farsi un giro in via Petroni" e valutare "l'altra faccia della medaglia"

Sul profilo  Facebook di Virginio Merola una studentessa pubblica un post: “Inviterei il Sindaco a fare un giro la sera nei locali di Via Petroni, per potersi rendere conto egli stesso del tipo di persone che frequentano quei locali, giovani che sanno comportarsi e stare al mondo, che sanno cosa significa divertirsi e conoscono la differenza tra “brindare in allegria” e “ubriacarsi malamente”. Ecco l’altra faccia della medaglia, il racconto di una strada “accogliente” per i fuorisede, fatta di commercianti che lavorano sodo, spesso in condizioni di disagio e che “Se e quando vinceranno il ricorso per l‘ordinanza, saremo noi a pagare il risarcimento danni”.

VIA PETRONI. In questi giorni abbiamo letto abbondantemente circa la situazione di Via Petroni, abbiamo seguito le vicende sui giornali e seguito più o meno da vicino  gli incontri tra il Sindaco e le parti in causa, compresi commercianti e residenti. C’è una parte in causa che però non è stata ascoltata: quella degli universitari che, come noi, vivono Bologna e lo fanno sia la mattina tra le mura della propria facoltà che la notte in giro per le strade e nei locali a fare due chiacchiere con gli amici e magari a bere una birra in compagnia. Universitari – spesso studenti fuori sede - che hanno trovato in Bologna la loro seconda casa, esattamente come è stato per noi: viviamo Bologna e viviamo Via Petroni, o forse dovremo iniziare a usare il passato? Bologna è una città che vive e ha sempre vissuto del prestigio della propria Università: prestigio consolidato in millenni di tradizione universitaria, sapiente e fervida, che ha fatto di questa bellissima città una delle prime scelte di studi tra gli studenti non solo di tutta la Penisola italiana ma dell’ Europa e del mondo intero, considerata l’ ondata di Erasmus e studenti stranieri che arrivano ogni anno

STUDENTI FONTE DI RICCHEZZA PER BOLOGNA. Ricchezza, questa, su cui non solo Bologna, ma i Bolognesi stessi ci hanno abbondantemente ricavato guadagno, e non parlo di guadagno culturale, bensì di guadagno nel suo significato letterale e cioè guadagno economico: affittano case, spesso non degne di essere chiamate con questo nome, a prezzi che farebbero arrossire persino l’ Upper Est Side Newyorkese, e spesso e volentieri senza contratto regolare che significa, non solo – come ben sappiamo - evasione fiscale, ma anche nessuna garanzia per gli studenti a cui affittano. Ma questo va bene, è il rovescio della medaglia: il prezzo che si deve pagare per vivere e studiare a Bologna; e nessuno si lamenta e nessuno proferisce parola. Quello che ci lascia un po’ sconcertate è, però,  pensare che sono quegli stessi Bolognesi che la notte, a mezzanotte, all’ una, alle due chiamano i Carabinieri per schiamazzi molesti che infastidiscono il loro importantissimo riposo notturno.  C’è qualcosa che non va in questo meccanismo. E pensiamo, che alla fine dei conti, a perderci  sia solo la città stessa e la sua ricchezza – e in questo caso- sia culturale che economica.

IL PROBLEMA E’ DI GIORNO. Rimaniamo veramente confuse e perplesse dalla questione “Via Petroni” e arrivati a questo punto, vorremo proprio esprimere la nostra. Via Petroni è una via difficile, come ha sottolineato lo stesso Sindaco Merola, ci sono spacciatori ad ogni angolo e lato della via, e non solo alle 2 del mattino, ma anche alle 10 del mattino. Da ragazze, possiamo dire che non è piacevole passare in Via Petroni, da sole, ma possiamo assicurare che è meno piacevole passarci alle 10 del mattino, quando la strada è deserta e ti ritrovi sola con una decina di spacciatori attorno; perché, la grande fortuna che questa Via ha, sono proprio i locali notturni che attirano ogni sera tanta gente, tanti studenti che -come noi- non hanno altro interesse se non quello di passare una piacevole serata e lo fanno con tanto entusiasmo e con la testa ben ancorata sulle spalle.

L’INVITO AL SINDACO. Inviterei, perciò, il Sindaco Merola a fare un giro la sera nei locali di Via Petroni, per potersi rendere conto egli stesso del tipo di persone che frequentano quei locali, giovani che sanno comportarsi e stare al mondo, che sanno cosa significa divertirsi e conoscono la differenza tra “brindare in allegria” e “ubriacarsi malamente”. Inviterei il Sindaco Merola a scambiare due parole con noi per rendersi conto di cosa significhi avere un luogo carino e sicuro in cui andare il venerdì sera, o qualsiasi altra sera. Inviterei, infine, il Sindaco Merola e tutti noi a

ALLEGRIA NOTTURNA. Via Petroni la notte si trasforma: la gente la anima e la rende più allegra e meno squallida; i locali come Il Café Paris la rendono più attraente e sicura, quasi una seconda casa in cui “rifugiarsi” la sera, per stare in allegria e tranquillità ma soprattutto in sicurezza, considerata l’ armata di buttafuori che “custodiscono” il locale e lo spiazzo di strada di fronte e che sono sempre attenti e vigili ad ogni dinamica che si svolge dentro e fuori dal locale. Questa è la bellezza di Via Petroni, L’ unica bellezza e fortuna di Via Petroni: i locali notturni, che però, ora si vedono costretti a chiudere –addirittura- alle 23; pensate, neanche Cenerentola era costretta a tornare dal ballo alle 23. E perciò, via Petroni diventerà lo squallore che chiunque conosca quella via, residenti in primis, può facilmente immaginare: piccoli e grandi spacciatori la faranno da padrone, ragazzi sbronzi alle 4 del pomeriggio accasciati sotto i portici e a 10 metri di distanza, proprio dietro l’ angolo, in Piazza Verdi, cinque camionette della Forza Pubblica che non muovono un dito. E quindi, ci domandiamo: cosa ha ottenuto il Sindaco con questa Ordinanza? I disordini di cui si è tanto parlato sono così risolti? Davvero chi ha preso questa decisione è convinto che il sonno dei residenti sarà finalmente al sicuro? E soprattutto, in un drastico momento di crisi come quello che sta vivendo ora l’ Italia,  davvero chiudere gli esercizi di una intera via che portano ricchezza al mercato economico cittadino sia la soluzione politicamente ed economicamente migliore per affrontare il problema? La nostra impressione è che –questa- sia un’ ordinanza puramente propagandistica fatta per ingraziarsi una certa fetta di elettori, e che non ha né capo né coda considerati poi i decreti di liberalizzazione che entreranno in vigore a partire da Gennaio e che possono essere, sì, limitati – e certo non in misura così ridicolamente drastica- per seri problemi di ordine pubblico, tra i quali però non figurano gli schiamazzi notturni. Il diritto ai residenti di dormire non può avere lo stesso peso logico e giuridico del diritto della città ad arricchirsi, culturalmente ed economicamente; non può avere maggior valore del diritto dei commercianti al lavoro. E certo, questo non è quello che ci si aspetta da una giunta di Sinistra. Si è parlato tanto, poi, di “prevenzione all’ abuso dell’ alcol tra i giovani”, motivo per il quale i commercianti hanno deciso di aumentare tutti i prezzi degli shot; ma vorrei a tal proposito far notare che anche in questo caso c’è qualcosa di stridente nella decisione di far chiudere alle 23 gli esercizi di Via Petroni: chi vuole “distruggersi” con gli alcolici, lo fa tranquillamente –e spendendo meno- con una scorta di birra e vino acquistati in un qualsiasi supermercato e può farlo altrettanto tranquillamente seduto per terra sotto un qualsiasi portico della città. Chi consuma alcolici all’ interno dei locali lo fa –perlopiù- responsabilmente e misuratamente. E poi, diciamolo: quanta ipocrisia e incoerenza si cela dietro a questa decisione, considerato il fatto  che basta svoltare l’ angolo in Via Zamboni o in Via San Vitale per trovare un pub o un qualsiasi altro locale in cui poter consumare alcolici?!? Risulta, a questo punto, evidente e chiaro agli occhi anche dei più scettici che questa ordinanza puzza di bruciato.
 

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