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Rumori e movida, oste 'stalkerato' da residente: il caso finisce alla Procura generale

All'annuncio della richiesta di archiviazione subentra l'avocazione delle indagini. "Evento insolito"

Sarà la Procura generale di Bologna ad occuparsi, da qui in avanti, della denuncia per stalking presentata da Massimiliano Bolelli, gestore del bar Balanzone di via Petroni, contro Giuseppe Sisti, portavoce dell'associazione Via Petroni e storica 'voce' dei residenti che lamentano il rumore eccessivo causato dalla movida in zona universitaria.

Nell'udienza che si è tenuta davanti al gip Sandro Pecorella per discutere l'opposizione di Bolelli alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, infatti, è stata data alle parti la notizia della decisione della Procura generale di avocare il fascicolo. Il provvedimento di avocazione, firmato venerdì scorso dal procuratore generale Ignazio De Francisci e dal sostituto Paolo Giovagnoli, è stato emesso perché, si legge nel documento, si ritiene "necessario revocare la richiesta di archiviazione per svolgere ulteriori indagini" sugli episodi, risalenti anche al 2015 e al 2016, denunciati da Bolelli.

Via Petroni: residente 'sorveglia' rumori e movida, oste lo denuncia per stalking

In particolare, scrivono i due magistrati, bisogna "esaminare gli atti delle indagini alla luce delle osservazioni contenute nell'opposizione per valutare l'opportunità di compiere gli atti richiesti nella stessa opposizione", come "l'esame di due testimoni indicati dalla parte offesa e una precedente denuncia della stessa persona offesa, presentata contro lo stesso indagato nel 2013".

Inoltre, la Procura generale ritiene che, una volta completato l'esame degli atti, potrebbe essere utile svolgere ulteriori accertamenti. Da qui la decisione di avocare l'indagine, comunicata questa mattina dal gip alle parti.

L'avocazione, coglie di sorpresa i legali delle due parti. Entrambi gli avvocati, infatti, definiscono, parlando alla 'Dire', "molto insolito" l'atto firmato dal procuratore generale, anche se, ovviamente, offrono interpretazioni opposte su quanto deciso dai magistrati.

A mostrarsi positivamente sorpreso dall'esito dell'udienza di questa mattina, che avrebbe potuto sancire l'archiviazione del fascicolo e si è invece conclusa con l'avocazione, è il legale di Bolelli, Gabriele Bordoni, secondo cui "la Procura generale intende, probabilmente, verificare in tutti i suoi aspetti questa vicenda, che si lega a tante altre, tutte piuttosto simili tra loro".

Sul punto, Bordoni ricorda che "già nel 2015 presentammo un esposto in Procura per abuso d'ufficio contro un'ordinanza del Comune e segnalammo la cosa alla Procura generale, che sollecitò la Procura a chiudere le indagini per tempo". La vicenda si concluse con un'archiviazione, mentre è ancora sul tavolo dei pm un altro esposto, presentato a novembre, contro l'ordinanza emessa proprio a metà novembre dall'amministrazione. Da parte sua, ovviamente, Bordoni auspica che la Procura generale, al termine dei suoi accertamenti, non chieda l'archiviazione della denuncia come fatto dalla Procura, anche perché, afferma, "i due testimoni citati nell'avocazione", che lavorano nei locali di via Petroni, "potranno dire che ci sono stati, nel tempo, episodi pressoché quotidiani che configurano il reato di stalking" da parte di Sisti.

Di parere diametralmente opposto, anche se si mostra sorpreso dall'avocazione esattamente come Bordoni, è Antonio Petroncini, legale di Sisti. Secondo lui, infatti, il 'succo' della denuncia di Bolelli si ridurrebbe "a un solo episodio, in cui Sisti chiamò la Polizia municipale perché verificasse la regolarità del comportamento del locale".

Da parte sua, Petroncini si dice convinto che le sue argomentazioni fossero sufficienti per chiudere già oggi il procedimento con un'archiviazione, e fa sapere che ora le sottoporrà alla Procura generale e che conta di arrivare, in tempi brevi, allo stesso risultato. Anche perché, ricorda, proprio Bolelli "è attualmente sotto processo per disturbo della quiete pubblica, dopo essersi opposto a un decreto penale di condanna nei suoi confronti, per una serie di episodi che arrivano fino alla fine del 2016", e in quel processo "Sisti e il comitato sono parte civile".

Sul punto, Bordoni è certo che il suo assistito abbia buone possibilità di essere assolto, sottolineando, a riprova di quanto afferma, che in quel processo Bolelli "ha rinunciato alla prescrizione". In ogni caso, conclude il legale del gestore del Balanzone, "non c'è dubbio che i residenti abbiano perfettamente ragione quando si lamentano per il rumore e gli schiamazzi, ma di questo non sono responsabili i locali che rispettano le regole: si tratta di un problema di ordine pubblico che deve essere risolto da chi è competente su questi temi, e non certo dai gestori dei locali". (Ama/ Dire)

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