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Bis alle Cucine popolari: inaugurata nuova mensa a San Donato

Apre nei locali del centro sociale 'Italicus' un nuovo nodo della rete di mense per persone in difficoltà. Subito disponibili una cinquantina di coperti ma si arriverà a duecento

Ha aperto il battenti il secondo nodo della rete di cucine popolari. Questa mattina, in via Sacco, presso il centro sociale 'Italicus' una cinquantina di persone di è ritrovata per condividere un piatto di pasta con chi si trova in condizioni di disagio economico. Tra i presenti anche il presidente del quartiere Simone Borsari e il blogger Danilo Masotti.

"A regime faremo da mangiare per circa 200 persone, tra chi si siede a tavola e chi si porterà via il pranzo" affrema Roberto Morgantini, creatore del progetto: "Saranno al lavoro circa quaranta volontari, tra cuochi e inservienti". Quello di via Sacco è solo un punto di una rete che vorrà essere "antenna del territorio" quartiere per quartiere. Sarebbero già allo studio altre tre mense, in altrettanti quartieri. "Entro l'anno arriveremo -continua Morgantini- anche al Porto e siamo già in contatto anche con gli altri tre quartieri", ammette.

Per ora la Cucina popolare del quartiere San Donato/San Vitale sarà aperta tre giorni alla settimana, mercoledì, giovedì e venerdì,  e servirà una cinquantina di pasti. Ci sono già una decina di volontari che si sono messi a disposizione del progetto

In un anno di attività, la mensa è stata aperta 208 giorni, ha servito 22.880 pasti e 8.320 ne ha consegnati per la cena, i cuochi hanno fatto 1.656 ore di volontariato, ogni volontario in sala e in cucina ha fatto 1.120 ore di attività. Il 21 luglio del 2015 la prima la mensa per le persone disagiate in via Battiferro 2, che offre pasti a persone segnalate dal Comune, dagli assistenti sociali e dalla parrocchia di San Cristoforo. Anche in questo caso gli obiettivi superano il concetto tradizionale di "mensa", non solo nutrire, ma "accogliere": "I cittadini che devono fare la loro parte perché spesso la solidarietà è stata data in appalto alle parrocchie" aveva detto a Bologna Today Morgantini. 

Famiglie, persone sole, italiani e stranieri, seduti ai tavoli, ma l'obiettivo non è solo l'aiuto a chi è in difficoltà economiche, ma anche alle persone sole, a chi non esce, a chi si è chiuso: "Tirarli fuori di casa, accoglierli ed entrare a contatto con la diversità - questo il desiderio di Roberto - l'accoglienza intesa come orecchie e cuori che ascoltano, questo luogo deve essere l'antenna del quartiere". 

La settimana scorsa per l'iniziativa si erano Mobilitati anche Tullio del Piscopo e la sua band che avevano tenuto un concerto di solidarietà all'Estragon Club. 

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