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Alternanza scuola-lavoro, studenti contro Confindustria: 'Sfruttati con la scusa della formazione'

Fumogeni e striscioni davanti la sede di via San Domenico. Venerdì presidio in Piazza Maggiore assieme ai collettivi degli studenti medi

Protesta degli studenti sotto la sede di Confindustria, a Bologna, per contestare il piano di sgravi fiscali proposto dall'associazione imprenditoriale per l'alternanza scuola-lavoro: all'iniziativa, riferisce una nota, hanno partecipato gli attivisti del Collettivo studentesco senza nome (Cseno) insieme agli universitari di Link, che hanno acceso fumogeni e srotolato uno striscione con scritto: "Sfruttare gli studenti e lucrare non è mai stato così legale".

Agitazione sostenuta dall'Unione degli studenti dell'Emilia-Romagna, che con il coordinatore Francesco Tinarelli dichiara: "Con una scuola definanziata e gli studenti costretti a lavorare come mano d'opera sostitutiva dei lavoratori, senza nessun tipo di diritti e senza nessuna tutela la proposta di Confindustria di lucrare tanto sugli studenti tanto sui propri dipendenti conferma un ragionamento già da tempo in atto ovvero quello che l'alternanza è uno nuovo strumento del capitalismo per guadagnare sempre di più".

Aggiungono Cseno e Link: "Visto che agli occhi del Governo abbiamo perso completamente il nostro status di studenti e siamo diventati a tutti gli effetti dei lavoratori, il 13 ottobre scenderemo in piazza Maggiore dalle ore 9 assieme ad insegnanti, lavoratori e a tutta la cittadinanza per scioperare contro questo sistema di sfruttamento e repressione e allo stesso tempo costruire collettivamente e dal basso un'alternanza scuola-lavoro gratuita', di qualita' e veramente formativa".

Anche tra le realtà studentesche più radicali, intanto, ci si prepara a manifestare venerdì. A Bologna è il collettivo autonomo Cas a convocare un corteo con partenza alle 9 da piazza XX Settembre. Sarà "un corteo studentesco contro il lavoro gratuito e lo sfruttamento dentro e fuori le scuole", scrive il Cas su Facebook: "Noi studenti siamo stanchi di essere costantemente sminuiti e sfruttati con Buona scuola ed alternanza scuola-lavoro, vogliamo alzare la testa e far sentire le nostre voci, noi non ci stiamo". (Dire)

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