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Via San Savino: esplosione davanti alla caserma Carabinieri, Procura chiede archiviazione

L'indiscrezione anticipata dalla stampa locale. Nei mesi scorsi venne arrestato un sospetto, poi rilasciato

La Procura ha chiesto l'archiviazione per l'attentato esplosivo alla caserma dei Carabinieri di via San Savino, avvenuta nel novembre 2016. E' l'indiscrezione riportata dall'edizione cartacea di Repubblica Bologna, che troverebbe conferma da ambienti investigativi.

Il pm capo Amato e la pm Scandellari, hanno firmato l'atto con il quale si chiede di porre fine alle indagini su chi, nella sera del 17 novembre 2016, piazzò e fece esplodere un ordigno esplosivo fabbricato artigianalmente, danneggiando l'esterno della caserma dell'Arma nel quartiere Navile.

Le indagini, condotte dagli stessi militari, non avrebbero portato a identificare i responsabili. Nei mesi scorsi era stato arrestato un 36enne francese, ritenuto vicino ad ambienti anarco-insurrezionalisti e con un ruolo attivo -di preparazione dell'ordigno- nella vicenda. Successive indagini non riuscirono però a stabilire un legame diretto con l'attentato, motivo per cui l'uomo fu scarcerato alla fine dei termini di custodia.

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Di quella sera, davanti al portone della caserma, rimangono le immagini delle telecamere, che hanno ripreso tre persone incappucciate, mentre posizionavano l'ordigno, per poi stendere una miccia e farlo esplodere.

"Nonostante le accurate indagini svolte non si è giunti ad identificare con certezza i responsabili dei reati di attentato per finalità terroristiche, scoppio di ordigno esplodente e danneggiamento aggravato, e non emergono altri elementi per l'ulteriore prosecuzione delle indagini" si legge nella richiesta di archiviazione.

Nelle carte si evince come sia stato raccolto un ampio materiale indiziario, ma mai risolutivo e definitivo per risalire ad accuse circostanziate nei confronti degli autori: filmati delle telecamere di sorveglianza, tabulati dalle celle, intercettazioni nei confronti di alcuni appartenenti all'area anarchica, a nulla sono valsi gli approfondimenti entro il tempo stabilito per arrivare a capo del rebus.

Vicolo cieco. Sfumata anche una pista laterale, che aveva fatto ben sperare gli inquirenti. Il lavoro su una auto Skoda Superb, che ha interessato molto gli inquirenti, si è risolto in un nulla di fatto. La vettura era stata vista in orari e circostanze molto sospette, ma successivi accertamenti hanno smentito l'ipotesi investigativa: chi guidava l'auto non stava facendo sopralluoghi, ma acquistando droga presso un pusher locale. Ora spetterà al Gip confermare l'archiviazione del fascicolo o disporre nuove indagini, estendendo i termini della fase investigativa.


 

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