Via Selva Pescarola, vandali alla nuova area nomadi, danni per 70mila euro

Recinzione tagliata, bagni bruciati, tubi rotti e altri danni

Foto archivio

Danneggiata una microarea in via Selva Pescarola, destinata alla microa-rea, ossia ad accogliere 15 nomadi sinti provenienti dal campo di via Erbosa, in via di smantellamento.

Come riferisce Ansa, a renderlo noto è lo stesso presidente del quartiere Navile Daniele Ara: è stata tagliata la recinzione, sono stati bruciati i bagni, spaccato tubi e danneggiata parte dell'impianto elettrico. 

"Condivido, ovviamente, la ferma condanna per i vandalismi. Mi permetto tuttavia di suggerire a chi competenza di concentrare le indagini non solo su chi, comprensibilmente, la microarea non la voleva, bensì anche su chi, magari, nella microarea non ci voleva andare - ha commentato il consigliere leghista Umberto Bosco - sia chiaro, non sto accusando nessuno, non ho elementi per farlo. Solo si consideri che a trarre vantaggio dal danno in questione sono in tanti e per ragioni molto diverse. Al di là delle responsabilità penali e civili per i danni in questione, non pensi l'Amministrazione di scaricare le responsabilità politiche su chi, come la Lega, quel progetto l'ha fortemente criticato. Le microaree, esattamente come le aree sosta, rallenteranno il processo d'integrazione dei sinti. Non ci si può riempire la bocca di parole come 'autonomia' e dispensare, ancora una volta, il più miope degli assistenzialismi".

"Azione gravissima, intimidazione mafiosa di stampo razzista", scrive Coalizione Civica per Bologna in una nota "che non può essere considerata soltanto per i circa 70.000 euro di danni che hanno distrutto beni materiali nostri, ma anche e soprattutto per la sua feroce natura di azione criminale di stampo razzista e di intimidazione mafiosa verso la comunità Sinta e Rom della nostra città e verso le cittadine, i cittadini e le istituzioni della nostra città.
Come Coalizione Civica per Bologna esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla comunità Sinta e siamo vicini a quell’inquietudine profonda che questo ignobile gesto ha provocato alle persone e alle famiglie di una collettività già duramente colpita dall’eccidio del 1990 le cui vittime si chiamavano Patrizia Della Santina e Rodolfo Bellinati. E non vogliamo e non possiamo permettere che nulla del genere si ripeta mai più. Né roghi, né vittime, né criminali con i fiammiferi che pensano che questo paese non sia di tutte e tutti coloro che lo abitano".

A luglio del 2016, la Giunta aveva approvato la chiusura del campo di via Erbosa. Al suo posto alcune microareeindividuate in via della Selva Pescarola, via Shakespeare e via del Gomito. 

A fine settembre, una donna aveva lanciato una busta incendiaria in un'area comunale adibita alla sosta dei caravan di cittadini sinti.

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