Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Via William Shakespeare

Via Sheakespeare, si allontana il progetto di area nomadi

Lo ha riferito il presidente del quartiere Navile Daniele Ara, specificando che 'potrebbe essere anche auspicabile che di micro-aree ne servano solo due'. Al posto del mini-campo una vasca per il depuratore Hera

Una delle tre micro-aree destinate a sostituire il campo Sinti di via Erbosa, a Bologna, non si farà: si tratta di quella di via Shakespeare, mentre restano confermate quelle di via Selva Pescarola e via del Gomito. Nello stesso punto, infatti, si è resa necessaria la realizzazione di una sorta di vasca per la raccolta delle acque a servizio del depuratore Hera e l'opera risulta non compatibile con la nascita della micro-area.

A spiegarlo è stato il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, durante una commissione in Comune. Archiviata la collocazione in via Shakespeare, non è detto che verrà individuata un'alternativa e dunque le micro-aree (da massimo 15 persone l'una) potrebbero restare due. Delle 90 persone che risiedevano in via Erbosa fino a tre anni fa, oggi ce ne sono 58 e "sta continuando il lavoro per indirizzare le famiglie anche verso altre opportunità", riferisce Ara: emergenza abitativa, graduatorie Erp o anche aree private dove i nuclei possano installare in autonomia la propria casa mobile.

Quindi, "potrebbe essere anche auspicabile che di micro-aree ne servano solo due", afferma il presidente del Navile, escludendo che comunque qualcuno possa restare in via Erbosa perché la legge regionale sul superamento delle grandi aree non lo rende possibile. Ad ogni modo, nelle stime di Ara ci vorrà ancora un anno per attivare le nuove micro-aree. "Tutto è stato fatto all'insaputa dei cittadini", lamenta Monia Corzani del comitato No campi rom, chiedendo di "tutelare la popolazione" dal "degrado che verrà sicuramente messo in essere" con l'arrivo delle micro-aree.

Il Navile si troverà "assediato" e i cittadini "sono stati messi di fronte al fatto compiuto", si associa Francesco Sassone di Fi, uno dei promotori della petizione presentata qualche settimana fa con 2.000 firme. Le micro-aree sono un "accanimento terapeutico- afferma Umberto Bosco della Lega nord- perché si cerca di integrare qualcuno trattandolo diversamente". Al contrario, le micro-aree sono state pensate "proprio nell'ottica di diminuire le tensioni ed il degrado che spesso si accompagna ia grandi campi nomadi", replica Francesco Errani del Pd. Quelle di via Erbosa "sono famiglie integrate", assicura Ara, sottolineando che il progetto fu annunciato già lo scorso luglio "proprio per comunicare alla citta' l'avvio del percorso".

Il presidente assicura poi che "dopo l'estate si farà il Consiglio di quartiere aperto" voluto da Fi, anche se ancora "stiamo verificando le firme e ce ne sono diverse provenienti da fuori Bologna". E a proposito della petizione, "mi viene un brivido lungo la schiena quando si raccolgono firme contro gli esseri umani", manda a dire Ara, evidenziando che rischia di essere "sciocca" l'opposizione ad un progetto che mira a risolvere i problemi legati a via Erbosa. "E' di cattivo gusto dire che la petizione è contro le persone- reagisce il capogruppo di Fi, Marco Lisei- perché invece è contro un progetto amministrativo che riteniamo sbagliato". Gian Marco De Biase di Insieme Bologna, che aveva chiesto l'udienza conoscitiva, ha proposto ed ottenuto di mantenere aperta la commissione per coinvolgere l'assessore alle Politiche sociali, Luca Rizzo Nervo. (Dire)

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