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Via Solferino, Labàs occupa stabile dell'Istituto dei Ciechi: "Da oggi 20 famiglie hanno un tetto"

L'immobile è di proprietà dell'Istituto Cavazza: 'Nel comitato d'onore dell'Istituto ci sono Sindaco, Prefetto e il Rettore Dionigi, gli stessi del protocollo per l'emergenza abitativa, poi fallito. Noi lo applichiamo'

Una nuova occupazione nel centro storico. Questa volta a prendere casa in uno stabile sfitto, in via Solferino 42, è il collettivo Labàs sotto la sigla '#iooccupo': "Da oggi famiglie, migranti, richiedenti asilo e minori hanno finalmente un tetto. Occupare lo sfitto è giusto. Troppe case senza gente, troppa gente senza casa!", si legge nella nota "siamo pronti a discutere con chiunque voglia rendersi interlocutore disponibile a parlare di soluzioni concrete".

L'immobile è di proprietà dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza e da oggi è abitato da circa 25 persone, italiane e straniere, una famiglia con minori di 3 e 10 anni e presto, quando i locali saranno agibili, arriverà anche una ragazza al settimo mese di gravidanza. "I vicini ci hanno detto che è disabitato da 4-5anni, la proprietà si è resa disponibile a un incontro nei prossimi giorni - dice Cecilia di Labàs a Bologna Today - per questo immobile con 10 appartamenti è stato fatto un bando di gara per lavori di ristrutturazione, ma non sappiamo se per destinarlo a scopi sociali o all'affitto". Il progetto di autorecupero interessarà inizialmente 5 appartamenti. "La cosa interessante dell'Istituto Cavazza è che nel comitato d'onore vi siano il sindaco Virginio Merola, il Prefetto e il rettore dell'Università Dionigi, gli stessi che hanno fatto il protocollo per l'emergenza abitativa che, a detta della stessa Frascaroli (assessore al welfare - ndr), è fallito, noi invece lo applichiamo, trovando case disabitate di enti e dare posto a più persone", conclude Cecilia.

"Ho cercato lavoro per tanti anni" ci dice un 31enne tunisino che ha girato per tanti paesi europei "ma non c'è, sono un cameriere, ho lavorato qualche mese a Rimini, senza contratto, poi ciao, arrivederci. Sono arrivato dal mio paese in guerra nel 2011, non siamo gangster. Il proprietario ci incontrerà, se ci vorrà dare una mano, dirò grazie, se invece dovremo andare fuori, grazie lo stesso, anche per qualche mese va bene. Sono un essere umano". "Nel nostro paese i posti di lavoro si pagano - dice un suo connazionale - fino a 4-5mila euro".

Nello stabile di via Solferino, intanto sono già partiti i lavori di pulizia e di piccola manutenzione, mentre sabato 21 febbraio, alle 16, si terrà una merenda per un momento di socialità con il quartiere.

Il collettivo Làbas occupa dal novembre 2011 l’ex Caserma Masini in via Orfeo, un'area che si estende per circa 9.000mq. dove porta avanti progetti politici e sociali.

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