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In viaggio per Londra dal Marconi, la testimonianza: "Diversi controlli. All'arrivo tampone, non gratuito per chi arriva dall'Italia, e quarantena"

Cancellato un primo volo, dopo 5 giorni la possibilità di partire verso gli UK. Controlli, situazione aeroporti, e iter burocratico. Naima racconta il suo viaggio verso il Regno Unito

Dopo il recente accordo l’Ue per la Brexit e la variante inglese del Covid-19, il Regno Unito è al centro dell'attenzione più che mai. E mentre all'aeroporto Marconi di Bologna è stata allestita una postazione sanitaria con punto tamponi dedicata ai rientri da Gran Bretagna e Irlanda del Nord, c'è chi invece fa il viaggio al contrario e fra controlli, autocertificazioni e quarantene, lo racconta come testimonianza di un meccanismo che non fa paura, anzi. Nonostante i numeri che fanno paura c'è da dire che in UK, dal punto di vista del monitoraggio e della prevenzione, sono state attuate misure preventive che permettono un controllo costante su larga scala e buona parte di queste riguardano la possibilità di essere sottoposti al tampone in modalità gratuita. Naima Scognamiglio, che a Londra ci doveva andare già lo scorso 22 dicembre, dopo la cancellazione del suo volo da Bologna è riuscita finalmente a raggiungere Albione solo l'altro ieri: "Un volo non affollato, un arrivo tranquillo ma diversi controlli e richieste di due autocertificazioni. Poi una volta atterrata 10 giorni di quarantena". 

Bologna-Londra, il viaggio fra controlli e obbligo di quarantena - VIDEO

Tamponi e quarantena, come funziona in UK in questo momento? "Il Covid-test rapido qui è gratuito per tutti i cittadini britannici (che possono farlo da soli a casa) come anche per coloro che provengono dai Paesi a basso rischio, quelli del cosiddetto 'corridoio', da cui naturalmente l'Italia è fuori. Per quanto ci riguarda dunque, arrivando a Londra dobbiamo contare dieci giorni di quarantena senza tampone e solo cinque con tampone (se l'esito è negativo ovviamente), che è possibile acquistare anche online a cifre che si aggirano sul centinaio di sterline". 

Che dire del clima generale, anche in confronto con l'atmosfera che c'è in Italia? "L'idea che ci siamo fatti sugli inglesi in questi mesi è quasi di superficialità nei confronti del virus, ma la realtà è molto diversa e ci si sente tranquilli. Almeno, per quel che riguarda me. Non mi risulta ci siano stati pranzi segreti e affollati a Natale, tantomeno si parla di feste per il Capodanno in arrivo. Una differenza di atteggiamento fra noi e loro sta in questo controllo dell'altro, che in Italia in certi casi risulta un po' pesante: quello non ha la mascherina, quell'altra non rispetta le regole, ecc...Qui non c'è insomma quello strano modo di guardare le persone cercando di capire se e come rispettano le normative di sicurezza". 

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