Cronaca

Pillati sulle telecamere nelle scuole: 'Gli strumenti da usare sono altri'

La domanda letta in Question Time da Lucia Borgonzoni dopo la condanna delle due maestre. Pillati: "Il tema della sicurezza nelle scuole è complesso e merita tutta la nostra attenzione"

La consigliera della Lega Nord Lucia Borgonzoni in consiglio comunale ha interrogato la vicesindaco con delega alla Scuola, Marilena Pillati sul tema della videosorveglianza nei nidi e nelle scuole d'infanzia, dopo la notizia della condanna delle  due maestre accusate di maltrattamenti ai danni di tre bambini delle scuole Manzini

Borgonzoni ha posto il seguente quesito: "Torno sul caso della sicurezza all'interno delle scuole materne del Comune di Bologna prendendo spunto dall' articolo allegato. Considerato che nel frattempo la Camera dei Deputati  ha approvato la legge sulla videosorveglianza negli asili e nelle strutture per anziani e disabili sono a chiedere a Sindaco e Giunta un parere politico amministrativo su tale novità legislativa e se ritiene che tale legge abbia ricadute sulla nostra città".

La risposta della vicesindaca Pillati è stata letta in aula dall'assessore Malagoli: "Gentile consigliera Borgonzoni, ho già avuto modo di esprimere le mie valutazioni politiche generali sulla installazione di sistemi di videosorveglianza nei nidi e nelle scuole d’infanzia, in occasione di precedenti risposte sullo stesso tema rispetto a una domanda di attualità e a una interpellanza. Le mie valutazioni non sono cambiate da allora e proprio quello che è accaduto 7 anni fa in una nostra scuola - e che la cronaca di questi giorni ha riportato alla nostra attenzione – mi spinge a ribadirle con forza".

"Il tema della sicurezza nelle scuole è complesso e merita tutta la nostra attenzione, ma proprio per questo sono convinta che il problema non si possa affrontare efficacemente delegando la risposta a sistemi di videosorveglianza. Gli strumenti di controllo di cui ci dobbiamo dotare sono ben altri, perché la questione è molto più complessa e richiede azioni più articolate che devono essere incentrate sulle persone, sulla loro formazione, affinché siano sostenute e messe nelle condizioni di operare sempre al meglio in contesti talvolta anche difficili. Occorre agire sulla responsabilizzazione e la consapevolezza di tutti coloro che operano nei servizi educativi e nelle scuole che devono sentirsi coinvolti e investiti anche di questo tema così delicato. Solo in questo modo saremo in grado di agire sulla prevenzione, rafforzando i gruppi di lavoro che quotidianamente si prendono cura dei nostri bambini, rendendoli consapevoli del problema e insegnando loro a coglierne i segnali tempestivamente". 

"E’ un lavoro complesso, come lo è qualsiasi lavoro che punta a investire sulle persone, ma i servizi sono fatti dalle persone. L’installazione delle telecamere va invece in tutt’altra direzione e ciò che è più grave e mi preoccupa è che il ricorso alla videosorveglianza può essere controproducente perché rischia di deresponsabilizzare le persone".

"Lo stesso testo di legge non solo non introduce un obbligo di installazione di sistemi di videosorveglianza  - continua la nota Pillati - ma si sofferma in modo particolare su tutti quegli aspetti che ho sottolineato, cioè l’investimento sulle persone, sulla loro professionalità, a partire dagli strumenti di valutazione attitudinale utilizzati nel processo di accesso alle professioni educative e di cura, passando alla formazione iniziale e permanente. Il Comune di Bologna, che ha sempre agito in questo modo, è quindi del tutto in linea con questo impianto e continueremo ad investire su questi temi. Dobbiamo farlo sempre meglio per prevenire episodi come quello che 7 anni fa hanno riguardato anche una nostra scuola in modo che non si ripetano più".

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