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Vigili di Imola offesi su Facebook: parte la denuncia per diffamazione aggravata

Commenti offensivi e denigratori nei confronti del Corpo di Polizia Municipale sulla pagina Facebook. Il vicesindaco: 'Spesso adulti e politica danno il cattivo esempio'

Commenti offensivi e denigratori nei confronti del Corpo di Polizia Municipale di Imola, così parte la denuncia per diffamazione aggravata: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola - si legge nella nota - ma tale diritto incontra dei limiti specifici, qualora l’opinione espressa giunga a ledere l’altrui riservatezza e reputazione. Il diritto di critica e la libertà di opinione non possono essere equivocate con la libertà di offesa, di ingiuria, di diffamazione dell’altra persona". 

Sotto accusa alcuni degli oltre 10mila iscritti alla pagina Facebook "Sei di Imola se..." che per manifestare il proprio dissenso, hanno postato commenti non proprio gentili nei confronti dei vigili per questo sono stati denunciati ai sensi dell’art. 595 c. 3 del Codice Penale, che prevede come pena la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a 516 euro.

Dal canto loro gli amministratori della pagina esprimo "rispetto per il Corpo della Polizia Municipale di Imola e ci dissociamo dai farneticanti ed offensivi post pubblicato ieri da un utente". 

Dal Comune fanno sapere che i social network sono "spesso impropriamente utilizzati per veicolare sfoghi, insulti ed epiteti di ogni genere. Inserire un commento su una bacheca di un social network, significa dare al suddetto messaggio una diffusione che potenzialmente ha la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, sicché, laddove questo sia offensivo, deve ritenersi integrata la fattispecie aggravata del reato di diffamazione (come da Sentebza Cassazione 24431/2015)" precisando che "le opinioni personali espresse rientrano nel diritto di critica, dunque può essere lecito esternarle anche con l’uso di un linguaggio pungente e deciso, ma certamente non offensivo e violento". 

Roberto Visani, vice sindaco ed assessore alla Polizia Municipale, commenta: “Facebook è la comunità digitale più grande del mondo. Purtroppo, in questa piazza virtuale, dove le persone non si guardano negli occhi, qualcuno si sente legittimato a scrivere insulti ed offese che non risparmiano nessuno. L'unico modo per contrastare questi comportamenti, che avvelenano la società, è lavorare sull'educazione digitale, nel senso di responsabilità. Molte scuole lo stanno già facendo ma spesso sono gli adulti e anche la politica a dare il cattivo esempio. E questo è un problema”, conclude Visani. 

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