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Villa Aldini verso nuovo capitolo: trasloca il centro di accoglienza per migranti

Si ipotizza un uso culturale della ex residenza napoleonica, ma il comune cerca finanziatori per rimetterla in sesto. Se ne parlerà nel 2021

Entro il 31 marzo 2021, il centro di accoglienza di Bologna creato a Villa Aldini sarà svuotato completamente e 'restituito' all'uso della cittadinanza. Ora che c'è una data ufficiale, tutto diventa piu' concreto: la villa ottocentesca situata sui primi colli bolognesi, in via dell'Osservanza, che oggi ospita 49 migranti su 60 posti in totale, tornerà ad essere 'patrimonio' ad uso dei cittadini e non sarà più usata come struttura di accoglienza emergenziale per migranti.

Anzi, una volta libera, il Comune lancerà un avviso pubblico per cercare i nuovi 'proprietari'. "La comunità per minori Casa Aldini, sita nella ex casa del custode sarà svuotata entro il 31 dicembre. Per quanto riguarda invece Villa Aldini, sarà restituita entro marzo 2021, in modo progressivo", spiega l'assessore comunale Marco Lombardo, con delega all'Immigrazione, intervenuto alla commissione questa mattina.

La riunione era in parte dedicata "al futuro di Villa Aldini come patrimonio da salvaguardare" su richiesta dalla consigliera della Lega, Francesca Scarano. In ogni caso, chiarisce Lombardo, le persone attualmente accolte a Villa Aldini saranno smistate in altre strutture della città più funzionali ed idonee alle loro esigenze, anche in accordo con l'Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) di Bologna. Cosa succederà quindi ora?

E' l'assessore al Patrimonio, Matteo Lepore, ad annunciarlo: "Insieme al sindaco stiamo pensando di avviare attività di natura culturale e sociale" ma per farlo "servono partner che investano sulla struttura", pronti a collaborare con il Comune. Una volta ultimati i sopralluoghi, "ci immaginiamo di aprire una sorta di avviso pubblico per ascoltare idee dalla città e individaure soggetti interessati ad investire insieme a noi, prima per ristrutturare lo spazio, poi per avviare progetti futuri", spiega Lepore. (Saf/ Dire)

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