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Cronaca Santo Stefano / Via dell'Osservanza

Complesso Villa Aldini, il Comune chiede la "visione condivisa" e lancia il questionario | FOTO

Il complesso comprende non solo la villa monumentale con l’antica Rotonda della Madonna del Monte, ma anche l'edificio retrostante e il parco

Il Comune di Bologna in vista del progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione del complesso di Villa Aldini all'Osservanza, lancia un questionario "con l’obiettivo generale di costruire una visione condivisa e partecipata sull’identità, le funzioni e gli obiettivi del complesso di Villa Aldini, in modo che diventi un punto di riferimento culturale ed educativo riconoscibile e aperto a tutta la città" con avvio lavori lavori previsto a settembre 2023 e collaudo per marzo 2026. 
I fondi per il progetto derivano da un finanziamento PNRR di 6 milioni di euro assegnati al Comune di Bologna tramite un bando del Ministero dell’Interno.

Il complesso comprende non solo la villa monumentale con l’antica Rotonda della Madonna del Monte, ma anche l'edificio retrostante e il parco "in una logica di integrazione di funzioni culturali, educative e ambientali, con la presenza di una ‘scuola nel bosco’. rende noto Palazzo d'Accursio. 

Il questionario online da oggi sarà attivo per un mese per acquisire le opinioni di cittadini e stakeholder sul futuro utilizzo all'estero e all'interno del complesso. Oltre al questionario sono previsti momenti di confronto e focus group con gruppi di stakeholder specifici, che continueranno durante tutto l’arco della realizzazione del progetto.

“Il Complesso di Villa Aldini è un patrimonio culturale straordinario della nostra città – sottolinea la delegata alla Cultura Elena Di Gioia -. L’Amministrazione ha messo in campo un processo importante di condivisione, a partire dalla sua unicità e rilevanza, per delinearne funzioni e prospettive che possano riqualificarlo come nuovo polo culturale, educativo e ambientale della città”.

Il bellissimo complesso di Villa Aldini e la Rotonda



“L'intervento che stiamo mettendo in campo sul complesso di Villa Aldini è rappresentativo dell'approccio che intendiamo proporre attraverso il progetto Impronta Verde – aggiunge l’assessora alla Valorizzazione dei beni culturali e parchi urbani Valentina Orioli -,che ha l'ambizione di offrire alla città spazi pubblici di qualità, dotati di molteplici servizi a contatto con l'ambiente naturale e fruibili da un pubblico ampio”.

Il progetto

6 milioni fi euro già assegnati da fondi PNRR per la progettazione, valutazione di fattibilità e primi interventi.
La grande area verde vedrà la realizzazione di una rete di sei nuovi parchi urbani (tra cui il Parco dei Colli). L’obiettivo sarebbe quindi quello di trasformare il complesso di Villa Aldini in un polo accessibile "con una vocazione culturale ed educativa a contatto con la natura, che ospiti una ‘scuola nel bosco’ e attività di
educazione all’ambiente, percorsi di valorizzazione dei Beni Culturali e attività culturali". 

Il complesso

Oltre alla Villa napoleonica, nel retro della Villa è integrato un santuario risalente al XII secolo. 

  • la Rotonda del Monte ospita i resti di affreschi risalenti alla seconda metà del XII secolo. La Rotonda attualmente viene aperta occasionalmente per iniziative particolari o visite su richiesta. 
  • Ex appartamento del Custode della Villa: nel lato nord del piano terra della Villa. L’appartamento è attualmente dato in concessione alla Fondazione Villa Ghigi fino a dicembre 2023 e nelle estati 2021 e 2022 ospita la rassegna “inOsservanza” curata dall’associazione culturale Archivio Zeta, che prevede spettacoli, mostre, residenze artistiche e incontri.
  • Ex casa di riposo: l’ex casa di riposo è un edificio distaccato di costruzione più recente (1938). Attualmente è in capo al Dipartimento Welfare e Promozione del Benessere di comunità e viene gestito dalla Cooperativa Dolce. È adibito per l’accoglienza di categorie sociali fragili senza fissa dimora fino all’avvio dei lavori di riqualificazione.
  • Il parco: il parco comprende una vasta area di circa 2,5 ettari alle pendici del colle su cui affaccia la villa, estendendosi verso nord e caratterizzato da specie tipiche della collina, ornamentali e legate alle attività agricole svolte in passato. Attualmente la gestione è in capo a Fondazione Villa Ghigi nell’ambito della convenzione in essere con il Settore Transizione Ecologica e Ufficio Clima.

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