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Cronaca

Confiscata dimora al pusher di "Villa Inferno"

Già condannato a 4 anni con il rito abbreviato, accolta la proposta del Questore Fusiello: "Si aggredisce il patrimonio e si toglie linfa , una misura molto forte"

A quasi tre anni dall'inchiesta-scandalo si torna a parlare di "Villa Inferno" e del 58enne brindisino, spacciatore da oltre un ventennio, coinvolto nell’indagine che ha preso il nome che gli indagati avevano dato alla lussuosa dimora di Pianoro, dove si tenevano festini a base di cocaina, spacciata anche a ragazze minorenni.

A carico del 58enne, già condannato a 4 anni con il rito abbreviato, in accoglimento della proposta del Questore Isabella Fusiello, presentata ad aprile 2022, il Tribunale di Bologna ha emesso un decreto di confisca di un immobile a Brindisi, del valore di 200.000 euro circa. Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale, disciplinata dal Testo Unico Antimafia (D.lgs. 159/2011).

Grazie a queste misure, è possibile aggredire il patrimonio di un soggetto di cui sia provata la pericolosità sociale e la titolarità di beni in misura sproporzionata rispetto al suo reddito lecito.  In tal modo "si aggredisce il patrimonio e si toglie linfa - aveva sottolineato Fusiello - è una misura molto forte".

Sorveglianza speciale  

Nei confronti del trafficante il Questore ha anche chiesto e ottenuto l’applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di tre anni, durante i quali il soggetto sarà sottoposto a controllo da parte delle Forze dell’Ordine, con l’obbligo, tra l’altro, di non allontanarsi dal Comune di Bologna e di rimanere in casa in orario notturno.

Escamotage e sproporzione con i redditi dichiarati

Gli accertamenti patrimoniali, svolti dalla Divisione Anticrimine, hanno evidenziato come, per sottrarlo al sequestro, il 58enne avesse fatto confluire l'immobile ora confiscato in un fondo patrimoniale destinato alle esigenze della famiglia.

L’attività d’indagine patrimoniale ha fatto emergere la sproporzione tra i redditi dichiarati dall'uomo e dalla sua famiglia e gli investimenti effettuati, "spiegabile - fa sapere la Questura - unicamente con il costante flusso finanziario derivato dall’attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti".

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