Villa Inferno, misure cautelari confermate per uno degli indagati

Il suo legale aveva avanzato richiesta di revoca argomentando l'insussistenza di gravi indizi di colpevolezza e di esigenze cautelari

Il Tribunale della Libertà di Bologna conferma la misura cautelare dell'obbligo di firma nei confronti dell'ingegnere 36enne, indagato assieme ad altri  nell'ambito dell'inchiesta 'Villa Inferno' sui festini a base di sesso a cocaina a cui partecipava anche una 17enne.

I giudici hanno quindi respinto il ricorso presentato dal legale Gabriele Bordoni, che chiedeva la revoca della misura rilevando l'insussistenza di gravi indizi di colpevolezza e di esigenze cautelari.

Di diverso avviso i giudici del Riesame, secondo cui i gravi indizi di colpevolezza ci sono, in quanto non ci sono riscontri alle dichiarazioni con cui l'indagato ha negato di aver ceduto cocaina a delle ragazze (tra cui la 17enne), mentre non ci sarebbe invece motivo di dubitare delle dichiarazioni rese dalle giovani, che sostengono esattamente il contrario.

I magistrati ribadiscono, quindi, che sussistono le esigenze cautelari nei confronti del 36enne, e per questo motivo hanno deciso di confermare la misura dell'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria tre volte a settimana, ritenuta adeguata in quanto "consente di monitorare sufficientemente la condotta dell'indagato". Ora si attende il 'secondo round' al Riesame, in programma lunedi', quando sara' discusso l'appello del pm Stefano Dambruoso, che ha chiesto misure piu' pesanti per sei degli otto imputati. (Agenzia Dire)

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