Festini sesso e droga, la difesa del proprietario di 'villa inferno': "Contesto equivoco, produrremo materiale"

Iniziati gli interrogatori di garanzia. Bacci si avvale della facoltà di non rispondere. Il legale D'Errico: "Il mio assistito potrebbe non essere stato a conoscenza della minore età della ragazza"

"Attendiamo i tempi giusti e svilupperemo la difesa in modo opportuno", ma, in sostanza, si parla di un "contesto equivoco". Roberto D'Errico, il difensore di Davide Bacci, argomenta così nell'immediato il motivo per il quale il 49enne imprenditore, agli arresti in carcere per l'inchiesta sui sex party a base di cocaina nei quali è coinvolta anche una minorenne, si è avvalso della facoltà di non rispondere oggi davanti al Gip Sandro Pecorella, nell'interrogatorio di garanzia.

Ma il legale, che ha assunto il mandato di difesa di Bacci assieme a Giovanni Voltarella, che ha chiamato a raccolta i cronisti nel suo studio, va oltre, puntellando i primi abbozzi di quella che potrebbe arrivare a essere la strategia difensiva dell'imprenditore 49enne, in carcere da martedì con l'accusa di induzione alla prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e cessione di sostanza stupefacente a minore.

Festini in villa con droga e minore: Bacci non risponde al Gip

Bacci davanti al Gip non ha parlato "ma non perché non è in grado di farlo -precisa D'Errico- ma perché preferisce affrontare il tutto 'a carte scoperte'" e cioè andando a verificare punto su punto le circostanze, i fatti e le condotte ascritte.

E spiega: "Non conosco personalmente la giovanissima donna e nutro profondo rispetto per lei, così come la massima prudenza, cautela e attenzione per la sua situazione" ma "si può parlare di rapporti consenzienti? Pare di sì" chiosa D'Errico.

Sull'uso smodato di cocaina durante le feste a sfondo sessuale il legale osserva: "Purtroppo l'uso di cocaina a Bologna è diffusissimo, in qualunque settore sociale, senza distinzione. Io allo stato non escludo un uso di gruppo della sostanza, che è censurabile dal punto di vista etico quanto si vuole, ma qui bisogna cogliere e separare quanto giuridicamente rilevante e quanto no".

Festini in villa con minore, il legale: "Bacci poteva non sapere della minore età della ragazza"

E sul fatto che Bacci sapesse o meno della minore età della ragazza? "Il mio assistito poteva non sapere effettivamente, può non aver percepito, compreso della minore età della ragazza. Parliamo di una giovane donna fisicamente molto strutturata. Unito alla disinvoltura" con la quale la allora 17enne "si muoveva nell'ambiente può avere indotto a pensare che non fosse minorenne. Poi se qualcuno glielo ha detto al mio assistito non lo so, ma penso che con questi presupposti si possa cadere in errore".

Insomma, secondo il legale del 49enne indagato, nelle prossime settimane bisognerà fare chiarezza sul "sottile binario che passa per il consenso di una persona debole, ma senza costrizione e senza passaggio di denaro".

Un passaggio di denaro messo nero su bianco in alcuni sporadici episodi nell'ordinanza del Gip Magliaro ma che "in una intervista della stampa alla vittima ho visto essere negato, quindi anche questo è un passaggio sul quale è necessario fare luce, perché è un elemento importante". Ovviamente di tutto questo, anticipa D'Errico "produrremo materiale tecnico a sostegno", senza però sbilanciarsi troppo sulla natura del materiale stesso.

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Per ora si va avanti per gradi: per Bacci è stata presentata una richiesta di arresti domiciliari al posto della custodia in carcere, in un'altra casa di famiglia diversa dalla villa teatro dell'inchiesta.

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