Cronaca

Villa inferno. Festini, droga e abusi su minori: ragazza davanti al giudice, in aula la sua verità

E' durata circa due ore l'audizione protetta della ragazza (minorenne all'epoca dei fatti). Presenti oggi in tribunale anche alcuni degli indagati

E' durata circa due ore l'audizione protetta della ragazza coinvolta nei fatti di Villa Inferno, e cioè le feste a base di cocaina nei quali -queste le accuse- si sono consumati anche rapporti sessuali con la allora minorenne.

La ragazza in quesitone, assistita dalla sua avvocata, è stata sentita questa mattina dal Gip Letizio Magliaro in regime di incidente probatorio, in sede protetta. All'udienza hanno partecipato anche alcuni degli indagati, assistiti dai relativi legali, tra i quali anhe il proprietario della villa e principale indagato, Davide Bacci.

Stando a quanto si apprende, la giovane ha sostanzalmente confermato quanto già dichiarato all'epoca delle indagini, rimarcando come abbia cominciato a frequentare l'ambiente di Villa Inferno tramite un altro indagato, conosciuto nel 'giro' della tifoseria Virtus. La donna avrebbe anche rimarcato di essere stata cosciente del fatto che frequentasse la villa perché vi era una nota disponibilità di cocaina, e che i presunti abusi abbiano avuto luogo proprio grazie all'effetto della sostanza, che su di lei ha avuto un effetto disinibitorio totale.

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L'incidente probatorio è stato chiesto dalla Procura, il fascicolo curato dal sostituto Stefano Dambruoso, proprio per 'cristallizzare' le dichiarazioni della giovane, parte offesa nel procedimento assieme ad altre tre ragazze, in quanto secondo l'accusa "la prova appare determinante per la decisione dibattimentale", dal momento che "gli indagati sono legati alla persona offesa da frequentazioni di vario genere", con consumazione "di droghe e denaro". Gli indagati in tutto sono una quindicina: le accuse, a vario titolo, sono di prostituzione minorile, spaccio e cessione di sostanze stupefacenti e produzione di materiale pedopornografico.

Al termine dell'udienza la testimonianza della ragazza è stata quindi a tutti gli effetti acquisita come fonte di prova prima dell'inizio dell'eventuale dibattimento: le indagini sono infatti state chiuse nelle scorse settimane, ma ancora non è stato richiesto il rinvio a giudizio degli indagati.

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