Villa Inferno, il Riesame respinge le richieste del pm

Le misure cautelari rimangono quelle stabilite dal Gip, ma per tutti gli indagati si aggrava la posizione sulla droga. L'avvocato di Cavazza: "Posizione in linea con le attese, presenteremo istanza per la revoca dei domiciliari"

Non si aggravano le misure cautelari per cinque dei sei indagati nel cosiddetto caso di Villa Inferno. Il tribunale del Riesame oggi ha respinto le richieste di aggravamento presentate dal pm Stefano Dambruoso, in merito all'indagine che vede al centro le feste a base di cocaina tenutesi in una villa di Pianoro, nelle quali è stata coinvolta una minorenne.

"Una pronuncia in linea con le attese" è il commento a caldo di Massimiliano Bacillieri, legale di Luca Cavazza, ai domiciliari così come altri due indagati. "Nei prossimi giorni -aggiunge l'avvocato- presenteremo istanza di revoca dei domiciliari".

Il Tribunale della Libertà ha quindi respinto la richiesta di aggravamento presentata dal pm, richiesta analoga, oltre che per Cavazza, anche per il parrucchiere 47enne e per l'agente immobiliare 42enne, e il divieto di dimora per altri tre indagati- e discussa ieri.

Per tutti e sei, però, il Riesame ha deciso di riqualificare il reato di spaccio di droga, che il gip aveva considerato come 'fatto di lieve entità', in spaccio 'ordinario', mentre al solo al 42enne ora viene contestata, oltre alla diffusione di materiale pedopornografico, anche la produzione di quel genere di materiale.

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Una riqualificazione del reato che comunque non ha comportato un aggravamento della misura cautelare, come fa notare la legale dell'agente immobiliare, Giulia Bellipario, che -sentita dalla Dire- da parte sua si dice "molto contenta del fatto che sia stata cassata, ancora una volta, l'accusa di prostituzione minorile" nei confronti del suo assistito. Ora, conclude Bellipario, "leggerò le motivazioni del provvedimento, quando saranno depositate, e poi valuterò se fare ricorso per Cassazione".

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