Folla davanti all'Antoniano: il mercatino vintage è ormai un 'culto'

I proventi dell'edizione invernale sono stati utilizzati per specialisti come psicologi e logopedisti: "I bolognesi amano questo evento che fa bene a tutti"

I proventi del mercatino vintage di ottobre hanno portato fisioterapisti, logopedisti, psicologi e strumenti per l'assistenza che Antoniano Onlus offre alle persone e alle famiglie in difficoltà: oggi le porte di via Guinizzelli si aprono di nuovo per l'ormai famossissima iniziativa "Vintage e non" (12-15 aprile 2018 con orario 10-18) la vendita di beneficenza arrivata alla ventesima edizione con successo crescente, misurabile alle porte d'ingresso già a un'ora dall'apertura dei cancelli. 

"Siamo venuti qui in anticipo per essere i primi ad entrare e poter quindi scegliere le cose più belle - a parlare i pazientissimi che si sono aggiudicati la pole position davanti alla vetrata che dà l'accesso alle sale riallestite per il mercatino -  e siamo prevalentemente interessati ad accessori e abbigliamento. Qui si trova merce di qualità, ben tenuta e a prezzi molto contenuti". 

In fila non solo donne, una decina di uomini in attesa di potersi mettere alla ricerca di orologi, libri e quadri, ma anche oggetti da collezionismo: "Io spero di trovare delle bambole vintage, ma guarderò un po' tutta l'oggettistica in esposizione" a parlare un avventore sulla sessantina. 

IL VIDEO DELL'APERTURA DELLE PORTE: LA RESSA SI FIONDA NELLA SALE DEL MERCATINO

"La provenienza di tutto quello che si vede qui è frutto di donazioni fatte da privati, ma anche da aziende, negozianti e stilisti generosi - spiega Elisabetta Nasi, socia di Antoniano Onlus e operativa insieme ad altre trenta volontarie durante il periodo della vendita - la qualità e lo stato degli abiti e degli accessori sono alti e siamo noi stesse spesso a lavare con cura i capi più delicati, come gli abiti da sposa. Il lavoro è tanto e negli anni abbiamo abbiamo imparato a organizzarci per bene: oggi abbiamo sezioni separate tenute sempre in ordine, andiamo dai costumi e le borse, alle scarpe e la zona bambino, in questo momento particolarmente fornita". 

Questo evento è diventato quasi di culto...perchè? "Sì, c'è chi mi dice che è persino terapeutico e questo ci rende felici e orgogliosi, anche se non dobbiamo dimenticare che la natura dell'evento nasce dalla voglia di fare cose buone per le persone che gravitano intorno a questa grande macchina che è l'Antoniano. Il lato leggero, quello legato allo shopping, ci fa sorridere e ci coinvolge comunque molto: conosciamo per filo e per segno ogni capo che vedete qui e ci sono delle volontarie che sono delle vere e proprie personal shopper. In questi giorni il mercatino verrà allestito costantemente, fino a domenica, speriamo che i bolognesi siano numerosi come sempre e generosi!" 

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