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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Violenza in famiglia: "Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?"

Un opuscolo per le mamme che subiscono violenza in famiglia. L'assessore Petitti: "Aiutiamo le donne a trovare il coraggio della denuncia". I numeri delle violenze tra le mura domestiche fanno impressione: lo scorso anno 3.298 vittime hanno lanciato il loro grido di aiuto

“Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?”. Inizia così l’opuscolo realizzato dall’assessorato Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna e dal Tribunale per i minorenni di Bologna per far conoscere quale tutela è assicurata alle donne con bambini nei casi in cui siano vittime di violenza da parte del partner. 
La pubblicazione è una sorta di dialogo, con domande dirette e risposte, con le mamme che subiscono violenza in famiglia, per far conoscere loro l’intervento della giustizia minorile e le possibilità di tutela e aiuto che le istituzioni mettono a disposizione, a partire dal Numero verde della Rete Antiviolenza: il 1522.

Una iniziativa volta a sponare le vittime alla denuncia. I numeri delle violenze tra le mura domestiche fanno impressione: lo scorso anno 3.298 vittime si sono rivolte ai 13 centri anti-violenza che fanno parte del coordinamento della Regione Emilia-Romagna, mentre sono stati 505 da fine 2011 ad oggi gli uomini che hanno preso contatto coi centri per il trattamento di comportamenti violenti. 
“L’opuscolo vuole aiutare le donne a trovare il coraggio della denuncia della violenza che subiscono”, sottolinea l’assessore regionale alle Pari opportunità Emma Petitti che oggi ha presentato l’iniziativa insieme al presidente del Tribunale dei minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro. “Il nostro messaggio è che è possibile tornare a vivere, aiutando se stesse e i propri figli - aggiunge Petitti - e le istituzioni, le forze dell’ordine, i servizi sociali ci sono e lavorano insieme per lo stesso obiettivo”. 

Il progetto nasce dalla consapevolezza che i percorsi giudiziari non sempre sono di facile comprensione quando si è in difficoltà e che il timore che sporgere denuncia, o rivolgersi ai servizi sociali, comporti un allontanamento dei figli può essere così alto da indurre una donna a non cercare protezione. Per questo è importante spiegare che no, una mamma vittima di violenza non rischia di perdere i propri bambini, che i piccoli vengono protetti così come il rapporto con la madre che li accudisce. In che modo può, quindi, intervenire il Tribunale per i Minorenni? Lo può fare a più livelli e, se necessario, fare in modo che madre e figli siano trasferiti in un luogo a indirizzo nascosto e protetto o obbligare il maltrattante ad uscire di casa e incontrare i piccoli solo con il tramite del servizio sociale.

“Sono orgoglioso di questa iniziativa che riguarda un fenomeno allarmante”, sottolinea il presidente Spadaro. “La violenza di genere è, infatti, tuttora un mondo sommerso e lo è ancora di più nelle relazioni di intimità. Lo scopo è allora sollevare il tappeto dell’omertà per inchiodare ognuno alle proprie responsabilità prima di tutto umane e poi anche penali”.
Opuscolo e locandina sono pubblicati e scaricabili anche dal nuovo portale per le pari opportunità, che conterrà tutte le informazioni pratiche, utili e aggiornate di interesse sulle iniziative in programma nelle diverse città e organizzate dalle istituzioni e dalle associazioni e realtà del volontariato.  

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