Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Dallo stupro di gruppo in centro, alle violenze sessuali in casa di cura: semestre nero sotto le torri

Lo scorso anno Bologna è stata la seconda città per denunce di violenze sessuali in Italia. Dai dati in aumento, all'iter delle denunce e i protocolli: facciamo un punto

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Bologna è la seconda città d'Italia per violenze sessuali. E' quanto emerso nell'ultima indagine del Sole 24 Ore sull'indice di criminalità delle città. All'ombra delle torri le violenze sessuali denunciate nel 2023 sono state 219, 15 delle quali ai danni di minori sotto i 14 anni. Erano state rispettivamente 195 e 14 quelle nel 2022 (dati complessivi Qualità della Vita Il Sole 4 Ore).

Sequestrata e violentata, si getta dal balcone

Nel corso del 2024 sono già diversi i casi registrati. L'ultimo in ordine di tempo, il 29 maggio. Una donna era precipitata dal primo piano di una palazzina nella centralissima via Oberdan e poco prima del tonfo, alcuni testimoni avevano sentito le urla provenire dall'appartamento. Ha scelto il vuoto piuttosto che finire nuovamente nelle mani dei suoi aguzzini, che l'avevano violentata poco prima. Sono state necessarie alcune settimane di indagini da parte dei Carabinieri per arrivare all'arresto di tre persone, tra cui un minorenne.

Semestre drammatico

Lo stupro di gruppo in centro, non è purtroppo un caso isolato.  Il primo semestre del 2024 ha fatto registrare diversi casi di violenza sessuale,  stando alle denunce e alle indagini. È recente il caso di molestie e pestaggio ai danni di una donna che si sarebbe consumato tra le mura di una delle case occupate nel palazzo popolare di via de' Carracci 63. 

Prima di lei una studentessa 22enne, originaria del sud-America, aveva raccontato invece di esser stata violentata in pieno centro, dopo essere uscita da un locale. Si era ritrovata da sola, in strada, e senza indumenti intimi. Si era quindi recata in ospedale con un'amica, lì la conferma della violenza.  

Non solo giovani al centro degli episodi di abusi e molestie sul nostro territorio. Un 44enne a fine marzo è stato arrestato per violenza sessuale, sexting e atti persecutori. Mentre svolgeva servizio, prima come OSS e poi addetto alle pulizie presso una casa di cura, avrebbe commesso abusi sessuali nei confronti di quattro anziane ospiti della struttura, di età compresa tra gli 80 e i 96 anni, tutte affette da decadimento cognitivo e altre patologie che ne pregiudicavano la capacità di reazione.

Guardando al mese prima ancora un'altra dura storia: una ragazza mentre rincasava, è stata avvicinata da un giovane che l'ha molestata in via Belle Arti. Episodio che ha avuto anche un singolare strascico giudiziario: dopo essere stato arrestato, scarcerato, portato al CPR di Milano per il rimpatrio, rilasciato e fermato nuovamente, il presunto autore era stato nuovamente scarcerato e sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora nel Comune di Malalbergo, dove risiede in un Cas, e all'obbligo di firma quotidiano nella stazione dei carabinieri di Altedo. 

A gennaio, una 20enne conosce un coetaneo in un bar in zona stazione. Dopo la serata passata insieme, il ragazzo le chiede di andare nella propria abitazione. Quindi i due  prendono un taxi insieme fino a un casolare diroccato nella periferia di Bologna. Qui, il 21enne chiede alla ragazza di avere un rapporto sessuale, ma al suo secco ‘no’ il giovane la costringe, con violenza e minacce, a subire almeno tre rapporti sessuali contro la sua volontà.

Sempre a gennaio sono stati condannati due 15enni che, nella notte tra il 28 e il 29 settembre scorso, avevano tentato di stuprare una donna di 32 anni in via delle Belle Arti.

Denunciare uno stupro

Ma cosa accade alle vittime di molestie e violenze sessuali? Ci sono alcuni passaggi che scattano in automatico, altri no. E alcuni termini che spesso emergono dalle cronache, ma con i quali non abbiamo dimestichezza. Facciamo allora un passo indietro, tentando di fare chiarezza. 

Sei sono i mesi per denunciare uno stupro in forma di querela di parte o di denuncia. Nel primo caso implica l’intenzione di perseguire penalmente il/la colpevole, nel secondo si tratta della notifica di un crimine, che può essere sporta da qualsiasi persona vi abbia assistito. In alcuni casi di aggressione sessuale, le forze dell’ordine sono obbligate a intervenire automaticamente con un’inchiesta, con o senza la “querela di parte”. Può accadere, ad esempio, se la vittima ha meno di 18 anni o se le ferite fisiche hanno comportato una ospedalizzazione per più di 20 giorni.

In molti uffici denunce inoltre sono presenti le cosiddette "stanze rosa", ambienti separati, dove poter denunciare davanti a personale preparato, gli abusi e le violenze subite. 

Stanza Rosa inaugurazione4-3

Codice rosso 

Abbiamo in Italia una legge - del 19 luglio 2019, la n. 69 (nota come "Codice Rosso") - che mira a rafforzare la tutela di tutti coloro che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti.

Il cosiddetto "codice rosso" prevede un inasprimento della pena: chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da 6 a 12 anni. Inoltre, la pena è aumentata di un terzo, in caso di circostanze aggravanti: ad esempio se il reato è commesso da un genitore, anche adottivo o un tutore; quando il reato è commesso mediante l’uso di armi o di sostanze narcotiche; se la vittima è un minore di anni diciotto.

Protocollo EVA

Un altro termine che ritroviamo, come nella cronaca dello stupro della studentessa dello scorso weekend, è il protocollo EVA (Esame delle Violenze Agite), che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative a intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate. 

Inoltre, tutti i pronto soccorso presenti nei maggiori ospedali hanno servizi, attrezzatura e staff specializzato per accogliere vittime di aggressioni sessuali. 

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