Cronaca

Maltrattamenti in famiglia: anni di minacce e abusi sessuali, arrestato 40enne

Vessazioni fisiche e psicologiche, ma anche violenza sessuale ai danni della compagna e delle due figlie minori, una delle quali disabile. Poi il coraggio di denunciare...

Da anni abusava, privava di denaro, vestiario e addirittura cibo la sua sua famiglia, ma una donna ha trovato il coraggio di denunciare il suo compagno. Fine dell'incubo durato quasi un decennio e inizio di una nuova vita per una 40enne e i suoi tre figli, vittime di continue vessazioni fisiche e psicologiche, da parte di colui che doveva essere un "padre di famiglia", da ieri agli arresti con l'accusa di maltrattamenti aggravati e violenza sessuale pluriaggravata anche su minori. Il Pubblico Ministero ne aveva chiesto l'arresto, mentre il Gip ne ha disposto la custodia ai domiciliari, in casa di amici, poichè l'uomo è incensurato.

L'indagine della Squadra Mobile di Bologna è partita a novembre 2013, quando la donna ha trovato il coraggio di denunciare: la coppia ha un figlio maschio, mentre la donna è madre di due ragazzine, nate da una precedente relazione.

"Grande riservatezza della Procura e della Polizia per i fatti che si sono svolti a Bologna - ha detto ai cronisti Davide Corazzini, dirigente della terza sezione della Mobile - un'indagine difficile e delicata, poichè sono coinvolti minori, che sono stati ascoltati, si tratta di abusi ripetuti sulla compagna e sulle ragazzine, una delle quali affetta da disabilità psico-cognitiva, rapporti completi, consumati anche alla presenza degli altri figli".

ALLONTANAMENTO. Il Tribunale dei Minori aveva disposto l'allontanamento dell'uomo circa tre mesi fa, ma la persecuzione era continuata con minacce anche di morte e la ricerca delle due ragazzine anche nei luoghi dove si ritrovavano con gli amici. L'uomo continua a proclamarsi innocente: "Sono loro i matti da ricoverare", sostiene, ma le indagini hanno accertato i reati contestati.

ANNI DI ABUSI. "Una famiglia del cosiddetto ceto medio, lui operaio, lei contribuiva con piccoli lavoretti. I reati hanno inizio con certezza nel 2009, quando le ragazze avevavo meno di 14 anni, ma potrebbero essere iniziati precedentemente", ha aggiunto Corazzini. L'uomo aveva privato la compagna dcorazzini-2i qualsiasi relazione sociale, con continue telefonate e messaggi sul cellulare e controlli sul suo modo di vestire: 'Se ti metti i tacchi non tornare a casa, se dici qualcosa ai bambini te li porto via.." Stesso metodo adottato con le figlie violentate in assenza della madre e quasi giornalmente: "Se parlate, faccio del male alla mamma".

"Procura e Polizia di Stato invitano le vittime a trovare il coraggio di denunciare, la risposta c'è, questa famiglia è ora al sicuro, in una struttura protetta e ha iniziato un percorso di recupero", ha concluso Corazzini.

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