Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Stazione

Anniversario del 2 Agosto, Merola: "Vitale intitolare le vie di Bologna alle vittime della strage"

Lo ha scandito dal palco della Stazione: "Da una lapide a una strada per ciascuno dei nostri morti. Come ogni anno, non sono mancate le polemiche. Filippi, PDL: "Anniversario fatto di insulti e anatemi"

"Pezzi di città: quest'anno non c'è solo la strada che percorriamo per andare in stazione, ma tante strade, ciascuna intitolata a una delle vittime''. Così dal palco in Piazza Medaglie d'Oro, il sindaco di Bologna, Virginio Merola nel suo intervento per l'anniversario della Strage. ''Intitolare delle vie della città a chi ha perso la vita quel giorno di trentatré anni fa - ha scandito - è un gesto di nuovo vitale, trasforma la memoria in un percorso fisico, in un luogo di vita, una strada, una vena della città, un posto dove ci si incontra e si vive. Da una lapide - ha aggiunto - a tante strade, una strada per ciascuno dei nostri morti, perché ciascuno dei vivi lo onori con i propri passi e quella via diventi parte della loro vita di ogni giorno''. Rivolto alla piazza gremita - che ha fatto sibilare qualche fischio solo quando ha parlato della nuova stazione Alta Velocità in avvio di discorso - Merola ha poi sottolineato come questa non sia ''ormai storia, qualcosa di remoto per i nostri giovani: quella maledetta bomba, e i morti che ha fatto, non è ormai qualcosa di remoto e lontano, è qualcosa ancora molto attuale, presente che non si può ridurre a un fatto antico'' (GUARDA IL VIDEO)
A giudizio di Merola, ancora, ''dire che non è storia passata ma una ferita presente significa dire che finché la verità non verrà fuori la storia non si chiuderà mai, questo debbono sapere i nostri giovani, noi lasciamo loro non una storia antica ma un compito presente, oggi per domani, per tutto il tempo necessario, una staffetta dove il testimone si passa di padre in figlio, da madre a figlia, da amico ad amico, e noi continueremo a passarci il testimone finché tutti i colpevoli verranno fuori''. Ricordare le vittime e i feriti della strage, ha aggiunto il sindaco, ''piantare la memoria della loro esistenza concreta significa rifiutare, disprezzare l'idea totalitaria e antidemocratica che considera donne e uomini come mezzi sacrificabili, che considera le persone che si riuniscono insieme come folla stupida, come massa simile ad un gregge: da 33anni noi stiamo dimostrando che può esserci invece una intelligenza collettiva, fatta di persone pensanti, che con idee diverse sono capaci di ritrovarsi per una comune e condivisa domanda di verità e di giustizia''. Cosi', è la riflessione di Merola, ''la presenza e la vicinanza, la ritrovata attenzione delle più alte cariche della nostra Repubblica con il Presidente Laura Boldrini ci conforta e ci sostiene in questo impegno civico che ci accomuna da 33 anni: come una promessa da mantenere, come una speranza ostinata. La speranza che finalmente questa nostra amata Repubblica ritrovi, nella verità e nella giustizia, la capacità e la possibilità autentica di dire 'Noi'''.

POLEMICHE. Un ''anniversario fatto di insulti e anatemi'', lo scrive, in una nota, il consigliere regionale del Pdl Fabio Filippi che, ieri, aveva definito la strage nè di Stato nè fascista. Considerazioni commentate anche dal presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi e da Palma Costi, presidente dell'Assemblea legislativa regionale. ''La strage di Bologna, questo è il mio pensiero - scrive - non fu una strage di Stato come hanno affermato diversi esponenti della sinistra estrema, in quanto nessuno elemento concreto di prova è stato finora portato a sostegno di questa tesi. Per quanto riguarda la tesi che gli autori della strage siano stati esponenti dell'estrema destra, se è vero che vi è stato in materia un pronunciamento della Cassazione del 23 novembre 1995 che la confermò, va detto che, in sede di primo appello, il 18 luglio 1990, gli imputati di estrema destra furono tutti assolti''. Quindi, prosegue Filippi nella nota, ''da ciò emerge che ogni sentenza non rappresenta una verità assoluta, ma solo processuale, ossia scaturita al termine di un dibattimento nel quale anche l'interpretazione della norma ha il suo ruolo. In ogni caso - argomenta - la mia è una valutazione politica, pienamente legittima e svolta nelle mie funzioni di Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna''. Pertanto, attacca Filippi, ''in questo clima oscurantista, fatto di verità politiche spacciate per verità assolute, di condanne costruite sulla base della formula 'non poteva non sapere', che non fanno onore all'Italia e allo Stato di diritto, in questo clima di 'diritto relativo', c'è chi, come il presidente dell'Unione vittime stragi e deputato del Pd, Paolo Bolognesi, lancia anatemi ed insulti: a questo proposito confermo la mia tesi che l'onorevole Bolognesi è fortemente condizionato da fattori ideologici e politici che lo spingono a ricercare verità precostituite''. Inoltre, sottolinea ancora, ''per quanto riguarda poi la proposta di introdurre nel nostro ordinamento il 'reato di depistaggio', ritengo la stessa fumosa e incomprensibile''.

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