Riallacciò le utenze agli stabili occupati, Merola indagato: 'Ho fatto una scelta'

Con un'ordinanza permise il riallaccio delle utenze a due stabili occupati per tutelare 'la loro igiene e per la sanità pubblica'. Ora è indagato per abuso d'ufficio

Il sindaco Virginio Merola è indagato per abuso d'ufficio dalla Procura di Bologna per aver "ordinato" il riallaccio delle utenze a due stabili occupati di via De Maria, occupato dal 6 marzo 2014, e l'ex Telecom in via Fioravanti, che da dicembre ospita tante famiglie con minori. 

In base all'articolo 5 del Piano Casa varato dal Governo Renzi "Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo  non  può chiedere la residenza  nè  l’allacciamento  a  pubblici  servizi  in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi  in  violazione  di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge". Il primo cirttadino avrebbe dunque violato la legge: "Riallacciare  l'acqua dove attualmente vivono persone  disabili,  anziani  e  famiglie con minori e neonati per la tutela della  loro  igiene  e  per  la sanità pubblica".

"Dopo tanto tempo abbiamo rimediato ad una malefatta dell'allora Ministro Lupi: a nessuno deve essere negato l'accesso all'acqua" aveva scritto l'assessore al welfare in quota Sel Amelia Frascaroli sul profilo Facebook: "Queste occupazioni hanno contribuito ad alimentare atteggiamenti di solidarietà e hanno creato coesione sociale sul territorio".

"Esprimo piena fiducia nell'operato della Magistratura. Ho  fatto  una scelta, dettata dall'urgenza e dalla necessità di tutelare i diritti  costituzionali  e  i soggetti deboli quali i minori presenti nello stabile. Rimango  a  disposizione  delle  Autorità  per  ogni  chiarimento  mi venga richiesto e confido nel lavoro della Procura".

LE VOCI PRO E CONTRO. I parlamentari bolognesi Sergio Lo Giudice e Sandra Zampa (Pd) avevano apprezzato il provvedimento adottato sotto le Due torri e chiesto al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, di intervenire sull'articolo 5 del Piano casa. Soddisfazione da parte degli attivisti di SocialLog: "Crolla un pezzo di articolo 5 a Bologna!", avevano annunciato, mentre si sollevarono le opposizioni: “Il PD pare impazzito. Mentre a Roma vara il Piano Casa, a Bologna lo viola, in particolare l'art. 5, che prevede il divieto di allaccio delle utenze per gli stabili occupati. E così il Sindaco Merola vanta come merito l'aver violato una legge dello Stato, ordinando il riallaccio dell'acqua nello stabile occupato di via De Maria - secondo Fabrizio Nofori, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia  - gravissimo, in quanto, oltre al resto, simbolico. Nessun ente ha mai infatti violato così apertamente la legge, rivendicando tale violazione. Il PD resta in preda alla schizofrenia: il premier sceriffo con le slide ordina e i quadri locali disattendono. Ma si sa, tra un anno ci sono le amministrative, ed evidentemente Merola e compagni sono impegnati nel cercare di frenare un’emorragia a sinistra. Peccato che lo facciano violando la legge. Peccato che lo facciano a spese dei cittadini onesti. Questo è il vero volto del PD: molte parole, tante slide e pochissimi fatti e, quei pochi, in violazione di leggi".

"Così si legittimano le occupazioni" aveva dichiarato Manes Bernardini di Insieme Bologna attaccando la giunta: "Negli edifici occupati non solo persone con drammi sociali, ma anche delinquenti che trovano un rifugio indisturbato e incontrollato. L'ennesima apertura agli occupanti abusivi di case private e pubbliche, l'ennesima dimostrazione di una amministrazione che cala le braghe e asseconda le richieste di chi ha occupato edifici privati in spregio ad ogni legge. E poi anche le residenze? Anche il più grande delinquente può trovare lì dentro un tetto indisturbato pronto ad accoglierlo, magari dopo avere svaligiato o rapinato l'ennesimo negozio od abitazione privata. Tanto chi lo viene a sapere? Sono vere e propri rifugi off limits alla legge. Ci si dimentica dei legittimi proprietari costretti a subire occupazioni che non vengono tutelate dalla magistratura e dalla pubblica amministrazione. Edifici pericolanti, con gravi problemi statici lasciato in autogestione agli occupanti. Questa è la realtà." Concluse Bernardini che invitò ad attuare gli "sgomberi necessari come anche in via XXI Aprile, occupata da quasi più di un anno, dove l'usl paga la luce e chissà cosa altro agli occupanti". Per Bernardini i bolognesi sono vessati da "stangate e multe anche solo per un giorno di ritardo nel pagamento di una tassa o una bolletta. Agli occupanti abusivi di mestieri luce, acqua e chissà cosa altro a gratis. Ed, infine, l'ipotesi, vietata dalla legge, di concedere le residenze. "Questo è veramente troppo: la illegalità va combattuta, non premiata".

Per la consigliera comunale della Lega Lucia Borgonzoni, le dichiarazioni di Frascaroli vennero considerate "straparlare. Che un assessore dichiari che le occupazioni hanno contribuito ad alimentare atteggiamenti di solidarietà e hanno creato coesione sociale sul territorio ci fa capire di quanto poco sia a conoscenza delle reali problematiche sociali nonchè dei disagi che le occupazioni stesse creano, andando ad accrescere  ancora di più quel senso - che a Bologna è tristemente realtà - di diseguaglianza , dove ad essere premiato non è chi segue le regole, ma chi è più veloce e scaltro. La cosa che non è etica, non è certo un privato che fa quel che vuole di un suo bene, ma il pubblico che appoggia in ogni modo, anche creando regole ad hoc, chi le regole sembra proprio non volerle seguire. Esistono delle graduatorie per accedere all'edilizia residenziale pubblica e quelle bisogna seguire (anche se in molte parti andrebbero modificate, una su tutte la residenzialità), non può esistere un "tana libera tutti", dove viene di fatto concesso a chi non accede ad un alloggio pubblico, di occuparne uno sfitto". 

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