Perchè la mancata percezione del pericolo è il primo pericolo in rete per i nostri figli

Telefonini, internet, social, chat. E il mondo dei giovani. Un connubio pieno di insidie, che si nascondono spesso dietro gesti inconsapevoli. Le riflessioni degli esperti che in Montagnola hanno incontrato i ragazzi per l'iniziativa "Una vita sa social"

E' stato scelto il Parco della Montagnola per “Una Vita da Social”, la campagna educativa itinerante della Polizia Postale e del Ministero dell’Istruzione e del Merito. 

Con ragazzi e ragazze delle scuole si parla di sicurezza online, social network e cyberbullismo, ma da quest’anno  anche di educazione
stradale e contrasto a ogni forma di discriminazione. Un pesce nero al contrario in una boccia di pesci rossi è il logo scelto da  Oscad, l'Osservatorio contro la discriminazione: gli operatori della Polizia di Stato
hanno incontrato le classi del liceo classico “Marco Minghetti”, dell’istituto professionale 
“Aldrovandi Rubbiani” e della scuola media “Lavinia Fontana”.

Più che mettere in guardia contro i pericoli della rete, si tratta di "sederci insieme a loro o farli riflettere su cose che fanno Istintivamente nella vita di tutti i giorni, usando il loro smartphone super accessoriato e fargli capire che se avessero fatto più attenzione, forse il grande problema sarebbe stato risolto alla velocità della luce - ha spiegato ai cronisti Alessandra Belardini, Dirigente COSC Emilia - Romagna (Centro operativo sicurezza Cibernetica) - sostanzialmente la rete è una straordinaria o possibilità non va mai demonizzata, va affrontata nel giusto modo, con gradualità".

Quali sono i rischi maggiori?

"Sostanzialmente sono due - illustra la dirigente - la mancata percezione del pericolo quando si fanno delle foto in intimità perché si vuole condividere la propria esperienza sessuale, quando per scherzo si offende, quando e purtroppo succede, si condividono contenuti che possono essere pedopornografici nella chat di classe. Questi tre rischi possono essere combattuti soltanto attraverso l'informazione, la riflessione e la solidarietà. La Polizia non giudica - sottolinea Ballardini - è al servizio del cittadino e soprattutto informa".

Quali sono attualmente le percentuali di reati sulla rete?

"Si stanzia in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale al + 30% per quest'anno, però rispetto al periodo del covid con un + 98% stiamo facendo rimasti da gigante, siamo stati tutti costretti a una vita sedentaria, anche la scuola si è dovuta uniformare all'uso del web".

Perchè la Montagnola?

"Un luogo simbolo per dare un segnale alla cittadinanza della volontà di recuperare tutti gli spazi, portare le scuole in Mntangola pe far capire che la Polizia c'è" ha detto la portavoce della Questura, commissario Giulia Mattioli. 

"Una vita da socia"

La campagna tocca anche quest’anno oltre 60 città italiane. Un’iniziativa che nel corso degli anni ha permesso di incontrare oltre 3 milioni di studenti, 247.000 genitori, 142.000 insegnanti per un totale di 21.000 Istituti scolastici, oltre 600 città raggiunte sul territorio e due pagine Twitter e Facebook con 135.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online.

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